La morte di Bin Laden e la morte dell'idea di terrorismo


Barack Obama ha deciso di non pubblicare le foto del cadavere di Bin Laden (mentre la Reuters ha pubblicato altre foto del blitz in Pakistan, le trovate qui). Troppo forte il rischio di incrementare, in tutto il mondo arabo, l'ostilità e l'odio verso gli Usa. Vittorio Zucconi, su Repubblica, ha scritto che

"Nella civiltà della immagini, non si può restare senza immagini senza generare mostri, sapendo che comunque potranno affiorare o, peggio, essere falsificate da mani interessate a screditarlo. La trasparenza è il prezzo durissimo che le democrazie vere pagano a se stesse, per restare tali."

La diffusione delle immagini servirebbe anche a mettere a tacere le voci che vorrebbero Bin Laden ancora vivo (ricordate la storia di Hitler scampato alla tenaglia sovietica nel 1945 e fuggito in Sudamerica?). Non servirebbero, però, a debellare il terrorismo internazionale. Infatti, Bin Laden è ancora vivo. Seguiteci dopo il salto.

Come ha ricordato Ilvo Diamanti, lo sceicco del terrore era da tempo diventato un'icona, un simbolo. Rappresentava il terrore, era lui stesso il terrore. Ricordate V per Vendetta?

Credo sia proprio così. Le idee sono a prova di proiettile. Quelle buone e quelle cattive. O meglio: le idee di giustizia e di libertà come quelle di odio e di morte. Non si può uccidere un'idea. La si può combattere, condannare, indebolire. Ma l'idea resisterà. Nel caso di Bin Laden, non credo che la sua morte servirà a distruggere il terrorismo internazionale.

Forse sarebbe stato meglio, anche per marcare la differenza con gli estremisti e i fondamentalisti, organizzare un processo pubblico, in cui sarebbero stati accertati i crimini di Bin Laden, e in cui quella che è definita la più grande democrazia del mondo avrebbe dato prova di essere davvero una grande nazione. Il male merita sempre di essere portato alla sbarra e inchiodato alle proprie responsabilità. Nessuno si merita un processo sommario o un'esecuzione senza una regolare condanna.

Queste però potrebbero anche essere solo delle belle parole, come ci spiega Enrico Franceschini: e la fucilazione di Mussolini? E l'esposizione del corpo del Duce e dei gerarchi in Piazzale Loreto?

Torniamo a Bin Laden. Cosa si può fare per combattere il mito, purtroppo vivo e vegeto, dello sceicco del terrore? Leggiamo di nuovo l'articolo di Ilvo Diamanti

"[C'è un']unica alternativa, per ucciderlo davvero e definitivamente: saturarne l’immagine. Svuotarne il significato. Trasformarlo in un consumo globale. Una statuetta, una figurina. Un’immagine impressa sulle magliette o sui posacenere. Sui poster. Un prodotto venduto e comprato sui mercatini di tutto il mondo. Oppure su e-Bay. Tra il Che, Mussolini e Michael Jackson."

Foto | Flickr

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