Emergenza rifiuti: "170 militari riporteranno Napoli alla civiltà", disse l'ottimista Berlusconi

Durante al conferenza stampa di ieri, il presidente del Consiglio ha concluso il giro di promesse pre-elettorali affermando che presto 170 militari saranno impiegati per riportare Napoli alla civiltà. La frase, tolta dal contesto, potrebbe sembrare offensiva verso la capitale della Campania, che peraltro qualche problemino su cui riflettere ce l'avrebbe. Comunque Silvio Berlusconi si riferiva all'ennesima emergenza rifiuti esplosa in città, con circa 2 mila tonnellate di monnezza ad occupare strade e marciapiedi, senza che alcuno sia in grado di spiegare il motivo dell'ennesimo intoppo.

O almeno, nessuno sembra in grado di spiegarne i veri motivi. E così i nostri militari verranno nuovamente degradati a spazzini (e pensare che una volta venivano usati per il controllo del territorio nelle zone a rischio) per raccogliere i sacchi neri, gli scatoloni e gli arredi buttati per strada e poi portarli.... già, dove li porteranno? Da quando Berlusconi ha promesso di risolvere la situazione con un tocco di bacchetta magica non sembra che il sistema di gestione della spazzatura abbia fatto passi avanti: differenziata a percentuali ridicole, discariche aperte con provvedimento d'emergenza (di quelle che dovevano essere bonificate non si sa più nulla), inceneritori non funzionanti o neppure in cantiere.

Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli cercano di scaricarsi responsabilità che con ogni evidenza condividono appieno mentre la magistratura indaga - anche - sulla discarica di Chiaiano, che sarebbe stata realizzata con materiali inadatti e quindi sarebbe inadeguata a contenere rifiuti. Insomma, niente di nuovo sul fronte meridionale.

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