Sciopero generale, solita guerra di cifre. "Successo" per la Cgil, "flop" per il ministro Brunetta

Come sempre, sull’adesione allo sciopero e alle manifestazioni c’è completa discordanza. Non fa eccezione lo sciopero generale odierno indetto dalla sola Cgil. La confederazione di Corso d’Italia gongola per il “pieno successo” della sua iniziativa di lotta, mentre un esponente del Governo, il ministro Brunetta, ex socialista cigiellino, gongola per il fallimento della giornata.

Sono circa il 58%, secondo la Cgil, le adesioni dei lavoratori dipendenti allo sciopero generale. Il dato è stato calcolato su un campione «pesato statisticamente» di 500 aziende. Secondo l'organizzazione inoltre c'è stata una grande partecipazione alla mobilitazione. “Sono piene - afferma il sindacato - le 100 piazze nelle quali sono state organizzate le manifestazioni”.

Di stampo opposto le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, secondo il quale lo sciopero generale è stato un "fallimento" dimostrandosi una protesta "allunga-weekend". Per Brunetta:"la scarsissima adesione dei dipendenti pubblici allo sciopero (in tutto analoga a quella negli altri 4 scioperi generali degli ultimi 3 anni) certifica il fallimento di un'iniziativa di cui non si capiscono gli obiettivi e della quale i cittadini non sentivano certo l'esigenza".

Siamo, appunto, alle solite. Successo? Fallimento? Chissà perché, poi, chi parla di flop, protesta perché l’Italia è stata paralizzata dall’astensione dal lavoro e dalle manifestazioni. Niente di nuovo.

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