Confronto Moratti Pisapia: perché il sindaco di Milano mente sulle accuse a Pisapia

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Il confronto tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia è finito male: Letizia Moratti ha accusato lo sfidante di qualcosa che non è mai accaduto, tanto meno nelle modalità in cui lo ha esposto. Vediamo le esatte parole di Letizia Moratti durante il confronto andato in onda su Sky:

«Porterò avanti nei prossimi cinque anni una politica moderata. La mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato»

Non è vero e sono le stesse carte a dimostrarlo. Letizia Moratti sostiene che Pisapia "sia stato giudicato responsabile del furto di un veicolo". Già questa prima parte dell'affermazione è menzognera: il pdf della sentenza di Corte d'Assise, pdf scaricabile che, sono certo, casualmente il Giornale aveva da parte e ha uploadato istantaneamente insieme a un pezzo interminabile lo mostra chiaramente.

Che cosa si legge nel pdf? Eccovi uno screenshot:

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Pisapia non è affatto ritenuto responsabile del reato: per lui si parla solo di concorso organizzativo. Nel pdf della sentenza di Corte d'Assise si legge che Pisapia

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Concorso organizzativo quindi, ma reato estinto per amnistia. Che cosa sosteneva Letizia Moratti però? Rileggiamo:

a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato

non è stato ritenuto responsabile, semmai è stato già in prima istanza amnistiato per il reato di concorso organizzativo.

Ma a Pisapia all'epoca questa assoluzione non bastava: così per quanto il reato fosse stato amnistiato, decise di presentare appello.

Nonostante l’amnistia, Giuliano Pisapia presentò appello, accolto. La III Corte d’Assise d’Appello di Milano presieduta dal dott. Luigi Maria Guicciardi nel procedimento n.76 del 1985 ha assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto. La sentenza recita alle pagine 1562 e 1563: “In conclusione non vi è prované vi sono apprezzabili indizidi una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto

Bene: avete a mente cosa diceva la Moratti? "è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato". Pisapia non è stato ritenuto responsabile di nulla: è stato prima amnistiato, poi assolto in formula piena. Quindi la Moratti si è quantomeno espressa molto male durante il confronto su Sky. Condivisibile questo pezzo de Linkiesta:

“L’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”. L’appellante in questione si chiama Giuliano Pisapia, il candidato sindaco di Milano del centrosinistra, e il fatto che non ha commesso è il furto di cui Letizia Moratti l’ha accusato, citando una sentenza di prima primo grado. La sindaco ha squadernato quello che pensava essere il colpo del ko sfruttando per di più l’ultima parola che le spettava, e contando così di chiudere una partita che, stando ai sondaggisti, la vedeva in crescita.

E invece, invece Letizia Moratti ha pestato una buccia di banana enorme e scivolosissima, che rischia di farle male a pochi metri dal traguardo, in una città che perdona tante cose, ma - per fortuna - ancora fatica a digerire colpi bassi e scarsa intelligenza della realtà. Così, colpisce davvero che a poche settimana dalla vicenda Lassini, la Moratti abbia impugnato una sentenza - che poi si rivelò un errore giudiziario, e come tale fu riconosciuto in secondo grado - per attaccare il suo avversario.


È vero. Milano non capirà, e non sta capendo in queste ore, lo si legge persino nei commenti dei lettori de Il Giornale e di Libero. Anche per guidare la macchina del fango serve la patente; in questo caso, non era neanche arrivato il foglio rosa.

Update ore 18:
Disponibile sul sito di Giuliano Pisapia il pdf integrale della sentenza con cui fu assolto in formula piena.

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