Ore 12 - Elezioni ... "presidenziali": Napolitano bis? Perchè no!

altroIn politica, si sa, il tempo corre e due anni sono un’inezia. In questo caso, e in questa particolare situazione di crisi italiana, se si parla del biennio di coda del settennato del Presidente della Repubblica, forse ogni giorno che passa pesa come un macigno.

Il test delle prossime elezioni amministrative è fortemente atteso dalle opposizioni come “segnale” di svolta politica e, in caso Pdl-Lega perdessero Milano, come debacle e dimissioni da Premier di Berlusconi. Vedremo.

Il Cavaliere non ha certo intenzione di smobilitare e lasciare la poltrona di Palazzo Chigi, agguerrito fortino di difesa "ad personam" e ultimo trampolino per il gran salto sul Colle. Per l’Unto del Signore non sarebbe il passaggio alla “giubilazione” bensì il “grimaldello” per rigirare l’Italia come un calzino.

Il rischio è alto. E la matassa si ingarbuglia all’inverosimile. Su Giorgio Napolitano si è fin qui espresso un (quasi) unanime consenso, una stima e un apprezzamento nazionale e internazionale, come non mai.

Sul Riformista, Rino Formica, mente lucida dell’ex Psi che contava, scrive: “Se in questo biennio non si ritrova una soluzione di pacificazione istituzionale, occorre prevedere sin da oggi la rielezione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

A parte che una decisione siffatta riguarda in primo luogo, la singola persona, il solo pensare una ipotesi del genere è già innescare una bomba … atomica. Ma meglio una bomba H nell’arsenale capace di garantire la pace che un milione di baionette in un campo di battaglia col sangue che corre.

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