Letizia Moratti insiste: "Da giovane Pisapia frequentava terroristi"

Torniamo un attimo sulla querelle Moratti-Pisapia per analizzare l'evolversi della situazione delle elezioni amministrative comunalli milanesi. Come noto il sindaco in carica ha atteso l'ultimo suo intervento durante un dibattito per accusare l'avversario di essere stato amnistiato per furto d'auto. Vero che l'amnistia non significa di per sè cancellazione dell'atto illegale; peccato che Pisapia avesse comunque fatto ricorso e fosse stato riconosciuto del tutto innocente.

Passo falso enorme della Moratti, dunque, che scorrettezza a parte, è incorsa in un errore strategico fondamentale. A meno che, come ben sottolineato da V., i sondaggi in sua mano fossero talmente negativi da cercare di alzare il livello dello scontro per recuperare terreno.

O forse, ipotesi ancor più plausibile, la Moratti teme l'astensione del popolo di centrodestra, che a Milano è nettamente maggioritario, e con questa clamorosa accusa intende svegliarlo e chiamarlo alle urne per evitare un secondo effetto Penati.

Come molti di voi ricorderanno infatti, Filippo Penati fu sorprendentemente eletto alla provincia di Milano non per aver preso molti più voti dei suoi, ma semplicemente per l'astensionismo elevatissimo e quasi completamente situato a destra nell'occasione.

In ogni caso penso si tratti di un calcolo sbagliatissimo. Pisapia si sconfigge da solo, basta evidenziare le sue contraddizioni. Che abbia avuto frequentazioni pericolose, come ha sostenuto oggi di rimando la Moratti, è certamente vero. Che sia stato - e probabilmente sia ancora - comunista, è altrettanto vero. Che abbia sostenuto con forza la costruzione di una moschea, perché a suo dire sarebbe fondamentale per l'afflusso turistico all'Expo poi, è l'autoglo più grande e basterebbe da solo per peredere le elezioni.

E invece si è scelto di ricorrere a questi mezzucci squallidi. Povera destra.

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