Elezioni, insulti e "aria fritta". Chi parla del Paese "reale"?

Vige solo la legge dell’insulto e dell’”aria fritta” in questa campagna elettorale per le amministrative dove i “fatti”, il governo locale, la vita quotidiana della gente non trova spazio nei candidati. Poche le eccezioni, che, ovviamente vengono oscurate dai media.

Non una parola sulla crisi economica che taglia le gambe alla maggioranza degli italiani, che sentono promesse di ripresa sempre rinviata. E nessuno cita i numeri, ad esempio quelli dell’Istat, che certificano una inflazione al 2,6%, record degli ultimi quattro anni, impensabile con una “magra” economica come questa.

Così vengono falcidiati i redditi fissi, salari e pensioni, vengono massacrati i più deboli (la disoccupazione giovanile tocca oaramai il 29%!), con la crescita del costo della vita, il taglio ai servizi, l’abbassamento della qualità della vita.

Anche l’Ocse lancia l’allarme sulle buste paga degli italiani: il salario netto medio di un single senza figli a carico è stato di 25.155 dollari nel 2010. La cifra è inferiore sia alla media Ocse (26.436 dollari), sia a quella dell'Ue a 15 membri (30.089).

In campagna elettorale c’è altro da discutere: di aria fritta. Ma le urne serviranno a qualcosa?

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