Elezioni, tapparsi il naso e "usare" la matita del voto

Urne aperte per 12 milioni di italiani chiamati al voto per le amministrative dal sapore politico che più non si può. Diciamo subito che la tentazione di saltare questo giro, è forte.

La politica e i politici di tutti i colori e di tutti i livelli, dal centro alla periferia, hanno dato il peggio degli ultimi decenni. L’Italia è ripiegata su se stessa, si sta peggio di prima, si riducono gli spazi di democrazia, proprerano privilegi e cricche di ogni tipo, si vive sempre più alla giornata e non si capisce dove sta andando questo Paese sgangherato.

La disaffezione e il distacco, un vero e proprio disgusto per questa politica e per questi politici, dominano incontrastati. Ecco perché la voglia di astenersi e di non votare è davvero forte.

Anche perché i problemi veri delle amministrazioni locali che angustiano ogni giorno la gente non sono all’ordine del giorno, essendosi imposto il referendum di fatto pro o contro Berlusconi. Questo vuole il Premier, addirittura candidato capolista a Milano e Napoli, e a questa evidente forzatura oggi va data risposta.

Stando a casa per protesta contro tutti o varcando i seggi e usando la matita per dare un segnale, dando il voto ai meno “peggio” e comunque bocciando nomi e liste protagonisti principali di questo sfascio generale? Non è facile sciogliere il rebus.

Vale l’insegnamento di Indro Montanelli: “Turarsi il naso e andare a votare”. Chi? Certamente non votare chi vuole “colpire” Giorgio Napolitano, l’unico argine (con un consenso del 90% degli italiani) a difesa della Costituzione e quindi a difesa degli italiani. Quindi no a Berlusconi e ai “suoi” candidati. Le eccezioni, come sempre, confermano la regola.

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