Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente, Abbas: “L'Onu riconosca l’indipendenza della Palestina”. L’appello è contenuto in un editoriale pubblicato dal Presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas (Abu Mazen) sul New York Times. Nell’articolo, citato dall’edizione online del quotidiano israeliano Haaretz, Abbas chiede alle Nazioni Unite di sostenere la mossa diplomatica dell’Anp, che intende dichiarare l’indipendenza della Palestina il prossimo settembre.

Le Nazioni Unite” scrive il Presidente palestinese “spianerebbero la strada all’internazionalizzazione del conflitto come questione legale e non solo politica.”

Nelle parole di Abu Mazen, la mossa diplomatica consentirebbe ai palestinesi di portare le proprie rivendicazioni nei confronti di Israele davanti alle Nazioni Unite, alle istituzioni internazionali per la difesa dei diritti umani e alla Corte penale internazionale.

Abbas scrive che l’intento della richiesta presentata all’Onu è “assicurarci il diritto di vivere liberi nel restante 22 per cento della nostra patria storica, dal momento che abbiamo continuato a negoziare per vent’anni con lo Stato di Israele senza mai arrivare a costruire un nostro Stato.”

Uno dei veri nodi irrisolti, nelle parole di Abu Mazen, è quello degli insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania.

In merito ai colloqui di pace con Israele, congelati proprio a causa della mancata intesa sugli insediamenti in Cisgiordania, Abbas scrive che i negoziati rimangono “la nostra prima opzione, ma a causa del loro fallimento siamo ora costretti a rivolgerci alla Comunità internazionale perché ci assista nel salvaguardare la possibilità di una fine pacifica ed equa del conflitto

L’unità nazionale della Palestina” scrive Abu Mazen “è un elemento chiave in questo senso. Contriariamente a quello che sostiene il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e che ci si aspetta che ripeterà questa settimana nel corso della sua visita a Washington, la scelta non è tra l’unità della Palestina e la pace con Israele; è tra una soluzione con due Stati e gli insediamenti dei coloni”.

Quest'ultima polemica è legata alle preoccupazioni di Israele per il nuovo Governo a cui stanno lavorando Fatah e Hamas e di cui vi abbiamo anticipato su queste pagine.

Il tono dell'editoriale verte per la maggior parte sull'esigenza di riconoscimento da parte della comunità internazionale. Non mancano inoltre riferimenti all'annosa questione dei profughi palestinesi, riesplosa con violenza con gli scontri del giorno della Nakba.

"Solo se la Comunità internazionale manterrà la promessa fattaci sessant’anni fa” conclude Abbas “e ci assicura che verrà realizzata una risoluzione equa per i rifugiati palestinesi, potrà esserci un futuro di speranza e dignità per il nostro popolo

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