Ore 12 - E adesso? Berlusconi e Bossi ai ferri corti. Se cade Palazzo Marino cade anche Palazzo Chigi?

altroSe due più due fa quattro, a Milano può cadere il Governo, quello nazionale. Il 30 maggio, con il possibile sfratto da Palazzo Marino di Letizia Moratti, può scattare la fuoriuscita da Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi.

La politica è così: accade in un giorno quel che non avviene in 20 anni.

La leadership del Cavaliere era già appannata e indebolita da molti mesi e il governo di centrodestra barcolla sempre su un filo di lana, tenuto in piedi da compravendite di parlamentari e escamotage di ogni tipo.

Ora la “sberla” subita a Milano al primo turno, smaltito lo shock iniziale, produrrà una resa dei conti sotterranea fra Pdl e Lega che, verosimilmente, potrebbe sfociare nel ko finale, con la perdita della città simbolo del centrodestra e del berlusconismo.

Al Pd, comunque in ripresa pur dentro le sue crisi intestine non risolte, spetta prendere in mano il pallino e giocarlo senza errori. Il primo nodo riguarda le alleanze: limitarsi a giocare dentro il campo della sinistra (compreso il movimento di Beppe Grillo) con l’apertura al Terzo polo o “sbaraccare” e tendere la mano alla Lega?

Bossi, dopo il 30 maggio, potrebbe davvero staccare la spina al Governo. A quel punto, si aprono due strade: o elezioni anticipate o un nuovo governo (senza più Berlusconi e il Pdl) “aperto” con la Lega, il Pd, il Terzo polo, guidato da … Giulio Tremonti.

Se Parigi val bene una messa, per chi mette davanti a tutto l’uscita di scena di Berlusconi e la cancellazione del berlusconismo, questa ipotesi è certamente appetibile. Per chi non s’accontenta e vuole prendere con una fava due piccioni (Berlusconi e Bossi), il rischio è di lasciare le cose come stanno. Comunque, il vento è cambiato. E non è poco.

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