Ore 12 - Silvio non ci mette più la ... faccia. Sbandamento Pdl. E Bossi ... "minaccia"

altroIl titolo del Fianancial Times (“Presentato dal Premier come un referendum su di sé, il voto ha mostrato che Pdl e Lega non sono più nel cuore del loro elettorato. La coalizione di Berlusconi vacilla”) è la sintesi, vista da fuori, del terremoto del primo turno delle amministrative.

Il carisma del Cavaliere subisce un duro colpo, a dimostrazione di un logoramento iniziato con l’addio di Fini e sempre più profondo per i problemi del Paese non risolti e per le note “questioni” personali.

Si può davvero dire che i nodi vengono al pettine e che il potere berlusconiano è stato fin qui un vero e proprio disastro. Ora, con l’acqua alla gola, la novità è il dietrofront del Cavaliere “dimezzato”: non parteciperà in prima persona, con la sua faccia, alla campagna elettorale per il ballottaggio a Milano.

Solo se i sondaggi “tirano” il premier si rifà vivo sui palchi, pronto a trovare in Letizia Moratti (e non solo) il capro espiatorio di una sconfitta annunciata. Berlusconi “cuor di leone” scende in campo solo se sente odore di vittoria, altrimenti spetta ai luogotenenti andare al massacro, beffati e contenti.

Una scena già vista. Peggio del 25 luglio. Siamo alla caduta degli dei. Contento Bossi, a fare da controfigura, impallinato al posto del Cavaliere? Nel Pdl c'è sbandamento, nella tenaglia del dilemma: o Berlusconi o caos. La destra rischia di seguire la sorte del Cavaliere e di frantumarsi in un dedalo di fazioni e sigle. Dal berlusconismo si raccolgono solo foglie secche.

La sinistra e il Pd già “godono”. E’ già successo con Mani pulite, nel tintinnar delle manette contro DC e PSI. Già, la storia si ripete: prima in tragedia e poi in farsa.

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