Ore 12 - Ballottaggi, il Pdl (disperato) prende la rincorsa verso il ... "baratro".

altroC’è gran confusione nel Pdl alla disperata ricerca di un recupero di consensi per non perdere Milano al ballottaggio, le cui conseguenze potrebbero essere disastrose per lo stesso Berlusconi e il suo governo.

L’analisi sulla sconfitta del primo turno pare tutta incentrata sugli errori della “comunicazione” della Moratti e del Premier stesso. Anche fuori dal Pdl, fino a Bossi, l’accusa riguarda i “toni” usati in campagna elettorale, troppo duri e troppo lontani dai problemi del territorio. Se questa è l’analisi, la sconfitta del ballottaggio è già scritta.

Non sono sempre stati quei “toni” duri e quella “comunicazione” d’assalto ad avere prodotto consenso e portato voti per anni? La domanda è un’altra: perché oggi quello “stile” aggressivo, tutto berlusconiano, non paga più? Evidentemente non è (solo) una questione di apparenza e di linguaggio, ma di sostanza politica.

Il voto è stato un voto politico, soprattutto la bocciatura di Berlusconi e del suo governo, i cui fallimenti sono sempre più evidenti e costano sempre più agli italiani. Alle tante e troppe promesse del “Ghe pensi mi” non sono seguiti i fatti. E la gente, delusa e sfiduciata, ha voluto dare un forte segnale di dissenso. Qui sta la frustata a Berlusconi, con le preferenze dimezzate.

A questo punto, i margini sono risicatissimi. Se Berlusconi perde davvero Milano, il centrodestra entra in un imbuto senza uscita e la maggioranza salta. Tutto qui.

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