"Arroganza a reti unificate": le sante parole di Famiglia Cristiana su Silvio Berlusconi


Il titolo dell'articolo che Famiglia Cristiana dedica all'invasione mediatica di Silvio Berlusconi riassume senza necessità di ulteriori approfondimenti quello che si sta verificando sui media italiani. Incuranti delle multe e dei richiami dell'AgCom, con in tutta evidenza non è in grado di garantire la pluralità nell'informazione, il padrone del Pdl e di Mediaset, sostenuto dalle reti Rai, ha letteralmente esondato, garantendosi interviste più o meno inginocchiate su tutte le reti televisive. Naturalmente con il simbolo del suo partito sempre ben in evidenza sullo sfondo.

Questa arroganza e questo disprezzo delle regole sono decisamente intollerabili: sarebbe forse ora che l'AgCom portasse da 100mila a 1milione di euro le multe, obbligando i direttori dei telegiornali a pagarle di tasca propria. Troppo comodo infatti lasciare che l'AgCom multi il Tg1, tanto poi sarà la Rai a pagare, cioè noi.

Tornando a quanto Giorgio Vecchiato scrive su Famiglia Cristiana:

Già il fatto che il premier irrompa nella campagna per Milano e Napoli usando le reti di sua proprietà dovrebbe far ricordare che c’è un piccolo inciampo, chiamato conflitto di interessi. Ma tutti zitti. E lo stesso, ciò che è peggio, per le reti a canone. Pare che la Commissione debba riunirsi mercoledi prossimo, lasciando che nel frattempo Berlusconi faccia altri monologhi davanti a reverenti cronisti. Nessuno dei quali, superfluo notarlo, si è sognato fin qui di avanzare contestazioni o anche semplici obiezioni.... Per il momento, senza bisogno di attese, sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l’altra da un giornalismo Tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette.

Parole sante.

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