Elezioni in Spagna: debacle per Zapatero, che perde Barcellona e Siviglia


Seppure molti lo avessero predetto, non era facile immaginare che il tracollo dei socialisti nelle elezioni amministrative 2011 di Spagna sarebbe stato così clamoroso. E invece da oggi il disastro è realtà, e completa quella parabola discendente che il premier Zapatero aveva imboccato già da anni e che lo ha probabilmente indotto ad annunciare che non si ricandiderà alle prossime politiche del 2012.

Il Psoe è stato sconfitto, ma sarebbe meglio dire distrutto, a tutti i livelli. Come numero di voti generale, crollando addirittura al 28,2% ma soprattutto - visto che parliamo di elezioni locali - perdendo comuni di importanza capitale.

Il dato che salta subito all'occhio è infatti la sconfitta di Barcellona, secondo centro del paese. I socialisti la governavano dal 1979, ma dopo più di trent'anni dovranno fare posto al partito catalano Convergencia i Unio, che dovrebbe salire secondo le ultime stime da 41 a 55-56 seggi.

Un dato anche fortemente simbolico perché anche in Spagna soffia sempre più forte il vento anticentralista, per non usare espressioni più forti.

Ma non è tutto. Oltre al capoluogo di Catalogna, il Psoe perde anche Siviglia, che viene conquistata dal redivivo Partito Popular. La formazione guidata da Mariano Rajoy raccoglie infatti il 36,25% e risale una china che potrebbe vederlo in cima proprio alla tornata elettorale del prossimo anno, in attesa di sapere (in giornata) come sia andata esattamente anche alle regionali, che si tenevano in 13 regioni su 17 e che dalle prime stime vedono confermato il trend delle comunali.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO