Ore 12 - Bossi "balla" da solo. Il Cav. come don Falcuccio?

altroLe prova tutte Silvio Berlusconi, per non uscire sconfitto dal ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Più che una semplice sconfitta sarebbe per il premier e per la sua coalizione un massacro.

Il premier sa che perdere Milano può voler dire perdere la Lega, cioè mandare tutto a carte quarantotto ed essere costretto a salire al Colle, in segno di resa.

Tira l’aria del ’94. La situazione è oggi alquanto diversa, ma quel dicembre 1994, quando Bossi bussò alla porta di Scalfaro, torna prepotentemente d’attualità. Il Berlusconi di oggi non è quello di 17 anni fa: si muove sul ring come un pugile “suonato”, tirando pugni e calci a vanvera, menando pure l’arbitro, imprecando contro il pubblico che lo fischia.

Uno così rischia di trascinare nel pozzo anche Bossi, che non può perdere la faccia rispetto al suo elettorato. Soprattutto non può perdere, oltre alla faccia (sullo scambio dei ministeri ecc.), anche Milano, cioè voti e potere al Nord e, con quelli, il “comando” del Paese.

Dal ballottaggio la coalizione di centro-destra uscirà a pezzi. Ecco perché il fantasma del ribaltone dei “padani” del ’94 riaffiora prepotentemente in queste ore. Certo è che il Senatur, oramai balla da solo. E gioca con due mazzi di carte.

Stavolta, o il Cavaliere si supera compiendo il miracolo, o resta con le pive nel sacco. Berlusconi come don Falcuccio?

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