"Lo sfregio più totale di ogni forma di legalità": l'accusa chiede oltre 3 anni di reclusione per le firme false alle regionali del Piemonte

La questione delle firme false o raccolte in maniera irregolare sembra destinata a caratterizzare ogni tornata elettorale. Uno dei casi più clamorosi, naturalmente dopo la Lombardia e il Lazio, ha riguardato il Piemonte. Secondo i pubblici ministeri la lista Pensionati per Cota avrebbe raccolto le firme di sostegno alle candidature in modo del tutto illegale, anzi nello sfregio più totale di ogni forma di legalità [...] A questo si aggiunge un reiterato inquinamento probatorio mai visto prima, con diversi testimoni che sarebbero stati contattati e indottrinati prima delle loro deposizioni.

L'inchiesta per la quale Michele Giovine, responsabile della lista, rischia una condanna ad oltre 3 anni di carcere non riguarda però soltanto il destino personale del soggetto. Se, infatti, venisse acclarato che quella lista è stata presentata in modo illegittimo ne deriverebbe che anche i voti raccolti sono irregolari. Da ciò discenderebbe, almeno secondo le denunce presentate dal candidato sconfitto (Mercedes Bresso, Pd), che l'attuale presidente del Piemonte, Roberto Cota, non è legittimato ad occupare quel ruolo.

Il problema, uno dei problemi, sta infatti nell'esiguità dei numeri: nel marzo del 2010 Cota ha infatti sconfitto Bresso per circa 10 mila voti e la lista Pensionati per Cota ne ha raccolti 27mila. Quindi se quei voti venissero annullati anche la presidenza Cota potrebbe essere compromessa.

Via | La Stampa

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