Berlusconi non ascolta la Mercegaglia e a Obama dice: "In Italia c'è dittatura giudici di sinistra"

Premier e governo fanno orecchie da mercante non solo quando parlano i sindacati o le opposizioni ma anche di fronte alle forti critiche della Confindustria.

Il presidente Emma Mercegaglia ci va giù duro: "Dieci anni di crescita perduta. Nessuna idea per lo sviluppo, il Palazzo pensa ad altro". E rilancia le priorità: conti pubblici, liberalizzazioni, infrastrutture.

Invece il Governo, ancora oggi, dopo tre anni di legislatura, parla di radicali riforme da approvare al piú presto, come se fosse in carica da poche settimane e invece pensa solo a nominare sottosegretari, a spostare ministeri da Roma a Milano. “Ancora siamo in attesa della legge sulla concorrenza di cui si parla dall'anno scorso".

Dice il deputato e responsabile Enti locali dell'Udc, Mauro Libè. Chi crede più ancora alle promesse elettorali sulle riforme? Il cervello di Berlusconi è “tarato” solo su pochi nodi fissi. Oggi pomeriggio, in occasione del G8, al presidente degli Usa Barack Obama ha persino detto, sconsolato e irato: “In Italia c’è la dittatura dei giudici di sinistra”. E Obama? Assente.

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