Centrodestra verso i ballottaggi: gli scenari possibili


Ci avviamo ormai inesorabilmente verso i ballottaggi del weekend, e dopo una campagna elettorale al curaro sapremo di che morte dovremo morire nei prossimi mesi. Questo perché fatalmente le sorti del centrodestra al governo sono legate all'esito delle urne napoletane e milanesi, e ci perdoneranno gli elettori di tutte le altre località se li trascuriamo.

Solo Milano e Napoli contano, in questo momento, e l'onda che scaturirà dai risultati potrebbe travolgere o placare l'agitatissimo mare della politica italiana. Proviamo allora a ipotizzare i quattro scenari possibili e le conseguenze che potrebbero avere, invitando i lettori a fare altrettanto.

Moratti e Lettieri vincono.
Lo scenario più roseo per il centrodestra, ma francamente anche meno realistico visti i risultati del primo turno. Se davvero dovesse verificarsi, Berlusconi ne uscirebbe rafforzato e tirerebbe fuori vecchi cavalli di battaglia come "quando scendo in campo io si vince sempre" eccetera. Purtroppo sarebbe anche una scusa per ignorare il grido di dolore degli elettori che hanno mandato un chiaro segnale 10 giorni fa. Contro la Moratti, ma anche in parte contro un Lettieri visto come "il vecchio che avanza".

Moratti e Lettieri perdono. Il disastro. La doppia sconfitta potrebbe causare un terremoto e anche grossi malumori dalle parti leghiste. Quasi certo il ricorso a elezioni anticipate, che potrebbero essere calendarizzate in autunno, e possibile scioglimento anche dei cosiddetti "responsabili". Quando la nave affonda...

Lettieri vince, Moratti perde. È evidente che Milano ha un peso specifico superiore, e una batosta nella capitale morale del paese non può essere riequilibrata dal successo in Campania. Se andasse così le ipotesi riguardo al prosieguo non varierebbero più di tanto rispetto alla doppia sconfitta. Anche perché alla Lega di Napoli interessa un par di Maroni, e il Carroccio entrerebbe sicuramente in fibrillazione.

Moratti vince, Lettieri perde. Ed eccoci all'ipotesi più controversa. In questo caso può accadere di tutto, ma la soddisfazione per aver ribaltato il risultato del primo probabilmente placherebbe le acque, spingendo a minimizzare una sconfitta a Napoli con "l'effetto De Magistris". Potrebbe persino subentrare un malcelato sollievo perché così il problema rifiuti viene sbolognato all'homo novus dell'Idv, che dovrebbe finalomente dimostrare cosa sa fare. Per quanto riguarda il governo centrale invece, nulla di fatto.

Per quanto possa interessare la mia opinione, dal mio osservatorio destrorso non esito a dire che mi auguro quest'ultima ipotesi. Lasciare Milano nelle mani di Pisapia non mi sconfinfera affatto, e posso sempre augurarmi un'autocritica della Moratti riguardo al primo turno (la speranza non muore mai). Lettieri invece non mi piace affatto e penso che a Napoli non combinerebbe nulla. Molto meglio De Magistris, che perlomeno è pungolato dalla sua autostima, e deve dimostrare di essere davvero un politico diverso dagli altri.

In più per la prima volta vedremmo davvero un dipietrista alle prese con un'esperienza di governo vera. Un test importante, e che potrebbe anche sorprenderci.

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