Ballottaggi Milano e Napoli 2011: il simulatore elettorale del CISE


Ci siamo quasi: tra pochissimi giorni sapremo chi avrà vinto ai ballottaggi di Milano e Napoli. Per capire cosa sia successo al primo turno (e cosa potrebbe succedere al secondo) abbiamo intervistato Vincenzo Emanuele, dottorando in Politica Comparata all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze e collaboratore del CISE (Centro Italiano Studi Elettorali, diretto da Roberto D’Alimonte).

Vincenzo, vuoi spiegarci come funziona il simulatore elettorale (che trovate qui per Milano e qui per Napoli)?

Il simulatore è un’idea del dottor Lorenzo De Sio (qui ulteriori informazioni sui membri e collaboratori del Centro) e cerca di stimare quali potrebbero essere i flussi elettorali a Milano e a Napoli, sulla base dei dati del primo turno.

Puoi fare un esempio?

Come potrebbe vincere la Moratti? Partendo dall’ipotesi che Moratti e Pisapia ottengano, al secondo turno, tutti i voti del primo turno, la candidata del centrodestra avrebbe bisogno di tutti i voti di Palmeri, candidato del terzo polo, e di almeno l’80% dei voti degli altri candidati, non considerando, naturalmente, Mattia Calise.

In che senso?

La Moratti, per vincere, deve sperare che quasi tutte le persone che hanno votato il Movimento 5 Stelle (circa il 90%) si astengano, e che solo il 10% vada a votare per Pisapia. Si tratterebbe, in tutti i casi, di una vittoria risicatissima del centrodestra.

Seguiteci dopo il salto, parleremo anche di Napoli e del crollo di Pdl e Lega.

Quindi, secondo te, la Moratti ha poche possibilità di vittoria?

Servirebbe un miracolo. E’ difficile, infatti, che si verifichino tutte le condizioni che abbiamo elencato prima. La Moratti ha una sola vera possibilità: mobilitare quella parte del suo elettorato che si è astenuta al primo turno. L’affluenza al secondo turno, insomma, dovrebbe aumentare.

Si tratta di un’ipotesi mai verificatasi (anche perché il centrodestra, tradizionalmente, incontra più difficoltà del centrosinistra nella mobilitazione del proprio elettorato). Un precedente positivo per il centrodestra riguarda le comunali 2008 di Roma. Alemanno, al ballottaggio con Rutelli, riuscì a riportare i suoi alle urne.

Per quanto riguarda Napoli, invece?

La situazione è più complessa: al primo turno entrambi i candidati erano lontani dal 50%. Saranno decisivi due fattori: la capacità del PD di convincere i propri elettori a votare De Magistris e il posizionamento degli elettori del terzo polo.

Qual è, secondo te, l’ipotesi più probabile?

Contando su tutti i voti di Morcone, De Magistris avrebbe bisogno di poche altre preferenze (provenienti, magari, dall’area Pasquino) per battere Lettieri. Naturalmente, esiste l’incognita del tasso di affluenza e del possibile “astensionismo asimmetrico”, che può colpire uno dei due candidati. L’impressione, comunque, è che la città viva un momento di grande euforia attorno alla figura di De Magistris.

Quali sono state le sorprese più rilevanti di queste elezioni (escludendo, ovviamente, i ballottaggi)?

Il tonfo di Pdl e Lega. E’ la prima volta nella Seconda Repubblica che i due partiti perdono contemporaneamente consensi. Finora, al calo di Berlusconi era seguita una crescita di Bossi (o viceversa). Adesso, invece, vanno giù entrambi. Un altro elemento di novità è rappresentato dal rimescolamento dei voti alla sinistra del Pd.

Ovvero?

L’Idv perde oltre tre punti percentuali, che vengono riassorbiti in parte dal M5S e in parte da Vendola.

Il Pd ha retto?

Ha perso poco più di un punto percentuale rispetto alle regionali, ma in termini di voti assoluti (anche grazie alla scarsa affluenza alle urne) è il partito che cresce di più. Possiamo tranquillamente parlare di uno spostamento a sinistra dell’elettorato italiano.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO