Ore 12 - Ballottaggi, Pdl e maggioranza in tilt. Resa dei conti?

altroTira più forte di due settimane fa un vento “tagliagambe” contro Berlusconi e la sua maggioranza di governo.

Se ai ballottaggi il centro-destra perde Milano e Trieste, passano al centro-sinistra tutte le città capoluogo delle regioni da Roma in su e tutte le grandi città sopra il Po. Di fatto, le urne espugnano la “padania” di Umberto Bossi e colpiscono il cuore del berlusconismo.

Verrebbe ammainata la bandiera del “Carroccio” e la rivolta dei leghisti contro il Pdl prenderebbe il posto della attuale insoddisfazione.

Come più volte ripetuto, il referendum voluto da Berlusconi sarà un boomerang contro se stesso e la maggioranza di centro-destra. Per resistere a tutti i costi, il premier scaricherà le colpe della debacle elettorale sui candidati, a cominciare dalla Moratti. E già si appella addirittura a Zapatero, lo sconfitto delle amministrative spagnole, per dire che non lascerà Palazzo Chigi. Il premier spagnolo si era però ben guardato di impostare il voto come ha fatto invece il “ghe pensi mi”.

Se sconfitta sarà, niente sarà più come prima per il Cavaliere e i suoi alleati. Nelle ultime settimane la maggioranza di governo è stata solo una inetta ammucchiata incerottata tenuta in piedi da minacce, mance e compravendite.

Da martedì prossimo Berlusconi e il governo saranno ancor più delegittimati. Nel Pdl molti “topi” sono indaffarati, pronti a lasciare la nave. Nella Lega si teme di rimanere intrappolati sotto le macerie di Berlusconi. Sarà resa dei conti?

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