Ore 12 - Ballottaggi, non è il "giorno del giudizio". E' "solo" il giorno della svolta

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L’aspetto amministrativo di queste elezioni è stato surclassato da quello prettamente politico: ciò per responsabilità principale del premier, deciso ad andare a testa bassa per il referendum-boomerang su se stesso.

Ma anche per colpe delle opposizioni, certe di aver trovato nelle amministrative il nuovo colpo risolutore per “farla finita” con Berlusconi e con il berlusconismo.

Di fatto, tutta la campagna elettorale è stata fatta vivere dai protagonisti del palazzo e dai talk show come questione di poltrone e di potere, oscurando per lo più, programmi e proposte concrete.

Tant’è che Casini, Fini e Rutelli dicano il contrario, la cartina del tornasole viene proprio fuori dagli schieramenti del bipolarismo, cioè dal Terzo Polo, virtualmente avverso alla politica urlata e fuori dai programmi, ma concretamente interessato ad auto esaltarsi perché, nonostante il quasi flop del primo turno, ribattono“ora siamo noi l’ago della bilancia”.

Tutta la campagna elettorale, quindi, è un ulteriore grido d’allarme sul degrado della politica Made in Italy, una vera e propria emergenza al limite di una catastrofica calamità. Il berlusconismo è il primo responsabile di questo degrado generale. Ma, paradossalmente, l’antiberlusconismo ne ha aggravato i contorni e la sostanza.

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