Elezioni: Berlusconi ko! La destra perde Milano, Napoli e Trieste. La Lega "insorge" ...

Urne chiuse alle ore 15 e dagli Intention pool e dalle prime proiezioni si prefigura il ko di Berlusconi e della destra che subiscono un cappotto senza precedenti, lasciando sul campo almeno tre città simbolo come Milano, Napoli e Trieste. Destra, addio Nord!

La sintesi politica è del direttore della Padania Leonardo Boriani: “il grande sconfitto di questo voto è il premier “, una secca anticipazione della nuova situazione che da oggi si apre nella maggioranza.

Capita l’antifona, Silvio Berlusconi se la svigna in Romania, Umberto Bossi, rinchiuso nel suo fortilizio, sta il più lontano possibile dal Cavaliere e dal Pdl, partito della libertà che non apre la sala stampa a Roma, lasciando la patata bollente ai comitati locali.

Letizia Moratti è così costretta a lasciare al “rosso” Giuliano Pisapia Palazzo Marino e il “giustizialista” Luigi De Magistris diventa sindaco di Napoli: uno smacco storico per la destra che batte in ritirata lasciando sul terreno tutti i capoluoghi di regione da Napoli in su.

La punizione non riguarda solo il governo locale. Berlusconi, il Pdl, la maggioranza di centro destra sono stati bocciati dagli elettori sul piano politico nazionale: il referendum chiesto dal Cavaliere su se stesso e sul suo governo ha avuto una risposta inequivocabile.

Quel “popolo sovrano” sempre invocato quale pass partout di ogni azione politica e personale, anche la più discutibile e riprovevole, ha deciso lo strappo. Nelle urne, con un voto solo nominalmente amministrativo, si è consumato l’avvio ufficiale della fine politica di Berlusconi e del berlusconismo.

La campagna elettorale impostata sull’arroganza, sul livore, sulla demonizzazione, senza uno straccio di argomentazione politicamente credibile, prodotta incessantemente con mezzi finanziari e mediatici senza precedenti, è stata rifiutata dal voto.

Berlusconi e il centro destra non hanno la maggioranza del Paese. Si tratta adesso di capire se gli inevitabili contraccolpi produrranno lo sconquasso auspicato e invocato dalle opposizioni o se Berlusconi riuscirà per l’ennesima volta a non fare saltare il tappo dalla bottiglia.

Il vento di cambiamento tira forte. Non pare proprio che Silvio Berlusconi conservi molte frecce nel suo arco per tenere unita la coalizione e affrontare una lotta politica quanto mai ostica e profonda. Intanto Radio Padania manda in onda Bandiera rossa, “per adeguarsi al sentimento popolare”. Taca banda.

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