Ballottaggi elezioni amministrative e conseguenze politiche: riflessioni interne al centrosinistra

milano libera tutti

Come sono andati i ballottaggi e le amministrative lo sappiamo tutti - ieri Luca ha seguito per polisblog gli scrutini in diretta - un po' meno chiaro sembra siano le conseguenze politiche del voto. Andiamo per ordine. Primo elemento: la campagna aggressiva e invasiva di Berlusconi non ha pagato, anzi, sembra aver danneggiato i suoi candidati; non dobbiamo dimenticarci però che si tratta di elezioni amministrative, in cui il governo del territorio ha un suo tratto fondamentale. Le bugie in prima serata funzionano di meno.

Secondo elemento: le grandi vittorie del centro sinistra - Milano (qui uno speciale dei colleghi di 02), Napoli, Cagliari - nascono da sconfitte pre elettorali del Pd nazionale, che ancora una volta dimostra di avere persone capaci a livello locale ma di non sapere scegliere i propri candidati e soprattutto di non avere intenzione di rinunciare alla solita vecchia nomenclatura di partito (vedi Napoli).

Terzo elemento: sentir parlare di apparentamenti con Casini dopo questa tornata elettorale pare quasi folle. Ha stravinto il modello di alleanza che vede il Pd stare con SeL e Idv, che questa volta hanno addirittura fatto da traino con i propri candidati. Possibile che il Pd si ostini con un autolesionismo quasi inverosimile a rincorrere un Terzo Polo con il quale è impossibile trovare punti programmatici comuni? Il modello Prodi non funziona, è illusorio e ridicolo pensare ancora una volta di poter andare da sinistra fino a gente come Mastella.

Non c'è dubbio che l'ultimo fine settimana ha rappresentato una grande vittoria del centrosinistra italiano, per non dire della sinistra italiana, ma se da questo turno Bersani & company non prenderanno la forza per fare una scelta chiara e imprimere una svolta alla propria condotta le prossime elezioni politiche potrebbero riservare amare sorprese al Pd, che giustamente festeggia ma che di questa tornata è più beneficiario che causa.

Milano e Napoli dovrebbero insegnare al Partito Democratico che per vincere non si deve rincorrere astruse idee di minestrone democristiano, ma serve lavoro sul territorio, idee chiare e capacità di trasmetterle agli elettori. A Milano, Napoli e Cagliari hanno vinto prima di tutto la linea di Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola e dell'Italia dei Valori di Di Pietro di De Magistris.

Al Pd locale il grande merito di aver creduto fino in fondo alle primarie e al loro risultato; è grave però che gli unici a non aver capito l'importantissima lezione che ha strappato Milano alla destra dopo 20 anni sembrino i dirigenti del Pd nazionale.

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