Elezioni, prima doccia fredda: verifica di governo alla Camera solo a fine mese. Berlusconi tira il fiato. Il Pd: "Dimissioni!"

Dopo la (profonda ed estesa) batosta di Berlusconi e di Bossi e i (legittimi e sobri) festeggiamenti dei vincitori, arriva subito la prima doccia fredda. Il dibattito sulla verifica di governo si terrà alla Camera solamente la quarta settimana di giugno, dopo l'esame del dl Sviluppo, tra il 20 e il 27 giugno.

Così ha deciso la Conferenza dei capi gruppo di Montecitorio. Pare alquanto strano che la proposta sia stata avanzata proprio dal presidente Gianfranco Fini, ancora una volta eccessivamente prudente e lento.

Protesta il capogruppo del Pd Dario Franceschini: “La maggioranza si è opposta alla richiesta di tenere la prossima settimana il passaggio parlamentare chiesto dal presidente Napolitano. Sperano che i problemi si risolvano rimandandoli; tutto questo lo paga il Paese”. E comunque, la richiesta del Pd è serrata: “Il governo Berlusconi si presenti dimissionario alla verifica parlamentare”.

Altre volte Berlusconi si è salvato proprio per le tregue concessigli. Evitare che anche stavolta possa ritessere le fila di un partito allo sbando, continuare la campagna di compravendita di altri mercenari o arginare la diserzione nelle proprie file.

Soprattutto va costruita una tensione e una mobilitazione dei cittadini sui temi quotidiani e concreti, preparandosi innanzi tutto sui referendum. Guai abbassare la guardia. Niente è scontato.

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