Risarcimento Lodo Mondadori e leggi ad aziendam, Berlusconi si salva?

berlusconi lodo mondadoriUna finanziaria ad personam, anzi, ad aziendam. All'interno della manovra presentata da Giulio Tremonti settimana scorsa in Consiglio dei Ministri - e trasmessa solo da poco al Quirinale - c'è una norma che salverebbe Silvio Berlusconi e Fininvest dal risarcimento milionario di 750 milioni di euro da versare alla Cir di Carlo De Benedetti.

Alla faccia del "partito degli onesti", come lo aveva chiamato Angelino Alfano in occasione della sua nomina a segretario il primo luglio scorso. Per la precisione il cavillo che permetterebbe al Biscione di evitare il salasso si chiama "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", e all'interno delle norme che regolano i risarcimenti contiene una sorpresina:

Più in dettaglio, si tratta di una modifica a due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) che obbliga il giudice (che finora ne aveva solo la facoltà) a sospendere l'esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di «idonea cauzione», in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione. «Una disposizione palesemente immorale e incostituzionale»

Riepiloghiamo come si è arrivati a tutto questo dopo il salto. È la storia del Lodo Mondadori...

Perché Silvio Berlusconi dovrebbe versare 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti? È la sentenza del processo per il Lodo Mondadori. La sentenza fu emessa dal giudice Raimondo Mesiano, vi ricordate degli episodi di squadrismo televisivo di cui fu oggetto? Una telecamera che lo inseguiva per mostrare le calze che indossava? Sarà poco elegante citarsi, ma al tempo scrissi questo, il 19 ottobre 2009, e direi che ne ripeterei ogni virgola.

Ecco: la reazione scomposta dell'epoca offre un quadro rappresentativo di quanto Berlusconi tema questo processo. Ce lo conferma oggi anche Il Riformista:

Il processo Mondadori è una ossessione per il premier, è lo spettro più temuto. Lo ha ripetuto a Giulio Tremonti, quando lo ha letteralmente costretto a inserire nella manovra la norma ad personam, quasi a forza: «Io questa cosa la pretendo. Dobbiamo reagire, vogliono mettermi sul lastrico attaccandomi anche sui miei beni». Lo ha spiegato al capogruppo Fabrizio Cicchitto e al neosegretario Angelino Alfano, quando è partita la convocazione di una riunione del gruppo del Pdl per stasera. Sarà presente anche lui, il Capo, per spiegare ai parlamentari che non si può retrocedere neanche di un millimetro su nessun capitolo che riguarda la giustizia.

Di che cosa sarebbe colpevole Silvio Berlusconi in questo caso? Perché, nel caso questa settimana fosse confermata in appello la sentenza di primo grado, Berlusconi e Fininvest dovrebbero versare 750 milioni di euro alla Cir? È presto detto:

Non riguarda direttamente la corruzione e le tangenti, bensì il danno economico derivante dal fatto che il lodo è stato da esse viziato: è dunque logica conseguenza della condanna in cassazione del 2007. Il 3 ottobre 2009 viene emessa la sentenza di primo grado: la Fininvest di Berlusconi deve risarcire 749,9 milioni di euro alla CIR di De Benedetti per danno patrimoniale da «perdita di possibilità».

«Grazie alla sentenza ingiusta resa dalla Corte d'Appello di Roma, la Fininvest poté trattare con la CIR da posizioni di forza».


E adesso arriva questa norma ad aziendam. La racconta così Giuseppe d'Avanzo su Repubblica:

Nei giorni scorsi, quando i manager della Fininvest presentano il bilancio della holding, svelano di non aver messo in conto nessun accantonamento, a copertura dell'eventuale risarcimento alla Cir. Sanno che "il Dottore" si sta muovendo per salvare se stesso e i conti del gioiello di famiglia. Nella bozza di manovra presentata nel pre-consiglio dei ministri il codicillo non c'è. Non c'è nella bozza consegnata ai ministri, giovedì scorso. Appare tra sabato e domenica - dunque quando materialmente il documento è ancora a Palazzo Chigi. Devono averla affatturata gli avvocati del premier. È proprio il tira e molla tra presidenza del Consiglio con i suoi legulei e il ministero del Tesoro con i suoi tecnici deve aver ritardato la trasmissione del documento al Quirinale.

A scrutinare oggi il decreto legge si scorge un metodo rituale: cambio un comma di una legge, neutralizzo la giustizia, incasso il vantaggio privato. In questo caso, si manipolano due commi del codice di procedura civile. Finora il giudice poteva sospendere le pronunce di condanna in attesa della sentenza di Appello o di Cassazione. Ora riformati il primo comma dell'articolo 283 e dell'articolo 373, il giudice deve obbligatoriamente in forza delle legge "ad personam", pensata per proteggere la Fininvest del Cavaliere, sospendere il pagamento del risarcimento.

Così l'Egoarca che nei prossimi giorni - la sentenza era prevista in settimana - avrebbe dovuto sborsare alla Cir di Carlo De Benedetti tra i 750 e i 500 milioni di euro può tenere la borsa chiusa e attendere tempi migliori per cancellare tutto, magari con un'altra legge, con un altro codicillo, con un colpo di mano che - altro che ultimo atto! - lo porti al Quirinale che poi magari dal Colle più alto è più facile ottenere obbedienza dei giudici e sentenze accomodate.


Aggiunge La Stampa:

Le modifiche dello scandalo rinviano agli articoli 283 e 373 del codice di procedura civile. Nel primo caso «la sospensione prevista dal comma è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a dieci milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione». Attualmente la cauzione che sospende una sentenza pecuniaria in primo grado era una facoltà concessa al giudice, non un obbligo. Ed era indispensabile valutare il rischio se non si condannasse a morte un’azienda. Stesso meccanismo previsto anche per il secondo grado: «La sospensione prevista dal presente comma è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a venti milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione». Inutile dire che la Fininvest, in caso di sconfitta in appello contro la Cir di Carlo De Benedetti, gradirebbe molto una sospensione del genere: non pagherebbe immediatamente una multa arcimilionaria e potrebbe aspettare l’esito di un ricorso in Cassazione.

Update: mi hanno segnalato la prima pagina di Libero sul Lodo Mondadori:

prima pagina libero

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