Ore 12 - La "banda del lodo" sotto i riflettori. E la manovra "trappola" resta iniqua e inutile

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Adesso sotto i riflettori c’è la nuova furbata pro-premier (per non pagare i 750 milioni di risarcimento alla Cir), stavolta “nascosta” nel calderone della manovra. La “banda del lodo” c’è, fa e fa notizia.

Non si può, però, non tornare a riflettere sui risvolti politici e sui contenuti economici del pacchetto.

Sul piano politico la manovra è chiaramente una trappola. Le modalità di “pagamento” (47 miliardi di euro, di cui 5 subito e 40 nel biennio 2013-2014) sono la cartina del tornasole della presa d’atto dell’inesistenza della maggioranza di governo e della volontà di andare al voto anticipato nella primavera 2012. Tocca al governo che viene dopo “sporcarsi le mani” e subire i contraccolpi (nel consenso elettorale) di una manovra da “lacrime e sangue”.

Sul piano economico, la manovra è di stampo ragionieristico, serve solo per fare un po’ di cassa, ma non avvia nessuna nuova politica economica e di riforme utili al Paese in forte crisi. Il debito pubblico (oggi al 120% del Pil contro il 98,5% di 20 anni fa) continua inesorabilmente a salire e la crescita dell’Italia continua ad essere un miraggio. I tagli colpiscono alla cieca enti locali, pubblico impiego, sanità. Tagli che si abbatteranno subito su oltre10 milioni di famiglie, deprimendo i consumi con ricadute sui piccoli medi imprenditori, artigiani, commercianti, tutti oramai a secco.

Infine le banche scaricheranno sui loro clienti gli aumenti delle tasse, restringendo ancora i rubinetti dei prestiti. I piccoli risparmiatori saranno gravati dell’imposta di bolla sui loro titoli, che sarà invece senza peso per i grandi operatori finanziari. In definitiva, un conto salato, iniquo per i cittadini e inutile per il Paese.

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