Ore 12 - Dopo il terremoto Papa, lo tsunami "Papi"?

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Ieri, almeno al Senato, la Lega ha cercato il replay del 1993, quando nel segreto dell’urna cercò di salvare Craxi e fuori dal Palazzo spinse la folla ad agitare il cappio.

Dividendosi, il colpo giocato trasversalmente e con cinismo alla Camera e al Senato, è riuscito solo a metà: il Carroccio si è svincolato dal Pdl (compatto nel cercare di salvare Papa), ha dimostrato di tenere in mano il premier e le sorti del Governo, ma ora rischia di rimanere bruciato dalla situazione ambigua che ha creato.

Berlusconi, governo e maggioranza sono nel vicolo cieco. Ma è tutta la politica di questi 17 anni a dimostrare di essere giunta alla fine. E’ fallito l’intero sistema del bipolarismo Made in Italy. Un fallimento che trascina nella polvere il berlusconismo ma che non salva trasversalmente, o per complicità o per incapacità, nessuno.

La Lega, ancora o sempre più ago della bilancia, può rimanere spezzata dalla sue stessa tenaglia. Ma non è solo Maroni a dover uscire dai tatticismi di corto respiro. Primum, ridare fiducia alla politica e alle Istituzioni, coi fatti, con nuove regole e leggi, al di là dei ritocchi (per lo più populisti) per far calare le spese.

E’ ora di stanare chi non vuole abolire il Porcellum, una vergogna che permette parlamentari nominati dai padroni dei partiti e tiene in vita governi “morti” solo grazie a un premio di maggioranza antidemocratico. Questo governo ha "chiuso". E adesso?

Nuovo governo di centrodestra con nuovo premier o nuovo governo “tecnico” con premier fuori dalla casta: dallo scioglimento di questo nodo bisogna ripartire. In alternativa c’è solo il voto anticipato. Una ventata d’aria nuova o un salto nel buio?

Per Napolitano sono giorni caldi. Gli italiani non possono fare da spettatori.

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