Berlusconi e Bossi, il gatto e la volpe sul ... "Titanic"

Domani si apre un’altra settimana calda per la politica, torrida per Silvio Berlusconi, che martedì alla Camera fa presentare il “processo lungo”, cioè il salva premier, in modo che i processi Mills, Ruby, Mediaset, Mediatrade, restino fermi in attesa di prescrizione.

Un nodo non da poco, con il Quirinale che non ne vuol sapere di nuovi salva-processi, con l'opposizione, rinfrancata dal voto su Papa, di nuovo pronta a fare barricate.

Di fatto, premier e governo non ci sono, ma la baracca regge ancora nel Parlamento dei nominati per un patto scellerato fra il Cavaliere e il Senatur: al capo (traballante) del Carroccio le “riforme” costituzionali, i ministeri al Nord, al capo (suonato) del Pdl la “riforma personale” sulla giustizia. Giocano al gatto e la volpe.

La “qualità” del tutto arriva dall’apertura dei nuovi ministeri al Nord: in bilico fra la commedia e la farsa, con punte al limite della tragedia, con gli italiani sulla tolda del Titanic.

Il ministro a tempo perso Caldaroli ha predisposto un’altra “porcata”, una riforma costituzionale che è un inutile copia-incolla ma con una ciliegina cara a Berlusconi: sarebbe infatti il premier a sciogliere la Camera, non più il capo dello Stato, che, ridotto a soprammobile, non conterebbe quasi più niente.

Per fortuna i sondaggi vedono Napolitano salire al 90% dei consensi e Berlusconi scendere ancora al 25%. Quand’è che questa debacle annunciata si tradurrà per Berlusconi e il suo governo in uno “sfratto” ufficiale e operativo? Al di là delle aspettative del terzo Polo (e non solo) sul governo del presidente (o di solidarietà nazionale), saranno solo le urne a decidere.

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