Ponte sullo stretto - Annunciato il progetto "definitivo"

Stretto di Messina S.p.A.

La società Stretto di Messina S.p.A. - il cui sito ufficiale risulta in manutenzione da tempo, come mostra la sconfortante immagine qui sopra -, sta per dare il via libera al "progetto definitivo" per il Ponte sullo stretto. Lo si apprende dalle agenzie, ma le virgolette sono d'obbligo, proprio per la presenza dell'aggettivo "definitivo".

Secondo Pietro Ciucci, amministratore delegato della società

Siamo molto avanti: il 29 luglio ci sarà il Cda per l'approvazione definitiva del progetto.

Quando arrivano dichiarazioni come questa, sulla grande opera per eccellenza - e quindi, la più contestata, insieme alla Tav - c'è sempre da stare sul chi vive. Era il 28 maggio 2008 quando scrivemmo che, per il ministro Altero Matteoli, il ponte, stoppato dal precedente governo Prodi, era considerata un'opera di carattere prioritario. All'epoca si parlò di un inizio lavori per il 2010. Ci fu anche una specie di cerimonia della posa della prima pietra, intorno al Natale del 2009. Lo racconta un articolo de Il Sole24 Ore, che rilevava anche come il ponte sarebbe costato 800 milioni di euro in più (per un totale, stimato all'epoca, di 6.349,8 milioni di euro). Ma come si faceva a posare la prima pietra e a stimare il costo, se di fatto il progetto non era ancora pronto? Mistero.

Del resto, la società Stretto di Messina S.p.A. esiste fin dal 1981. Ma di fatto non c'è assolutamente nulla, se non i costi spropositati di gestione.

Adesso arrivano le dichiarazioni di Ciucci. Solo che nel frattempo è cambiato qualcosa, da parte dell'Unione Europea. E non è un caso che Ciucci e la società si muovano proprio ora.

Perché il 19 luglio scorso, passata un po' in sordina, è arrivata una notizia molto interessante: l'Unione europea starebbe per sospendere i finanziamenti sull'opera e dirottarli altrove. La decisione, come spiega il quotidiano ambientalista Terra, non è ancora stata presa ed è prevista per il 21 settembre prossimo. Lecito supporre, dunque, che questa nuova accelerata sui lavori, anzi, sul "progetto definitivo" dipenda anche da questo.

L'orientamento dell'Unione europea sarebbe comunque quello di dirottare i finanziamenti per ampliare il "corridoio 1", da Berlino attualmente fermo a Napoli, e potenziare il collegamento fra Napoli e Bari.

Il Senatore Adriano Musi, (Commissione finanza e commissario del Pd Calabria) ha commentato così, ponendo l'accento su problemi decennali, in particolare, della regione Calabria:

Più che abbandonarsi a recriminazioni, è importante, a questo punto, ottenere che la quota parte spettante alla Calabria dei finanziamenti previsti per la realizzazione dell'opera sia destinata ad interventi realmente urgenti. Le priorità calabresi, per quanto riguarda la viabilità, sono il completamento dell'autostrada Salerno- Reggio, la costruzione della nuova statale 106 con caratteristiche autostradali, la viabilita' interna con particolare riguardo alle trasversali. Queste sono le infrastrutture la cui realizzazione potrebbe veramente avvicinare la Calabria e la stessa Sicilia all'Europa, facendo dei calabresi e dei siciliani cittadini davvero europei. Confidiamo, pertanto, - conclude il senatore Musi in un'azione decisa da parte del governo che vada in questa direzione.

Ma, stando alle dichiarazioni di Ciucci, l'azione decisa del governo va nella direzione opposta. Quella dell'ennesimo progetto "definitivo". Fino alla prossima volta. E fino a quando qualcuno, nuovamente, dirà che il ponte non si può fare e che, probabilmente, non è una grande opera ma racchiude grandi interessi e una grande facciata mediatica.

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