Ahmadinejad a Roma. E' giusto incontrarlo?

Il presidente iraniano Ahmadinejad sarà a Roma in occasione del vertice FAO, dal 3 al 5 giugno, per una visita teoricamente mirata ma indubbiamente di alta valenza strategica nell'ambito degli equilibri internazionali. La sua posizione terza rispetto a quelle di tutti i governi della sfera occidentale/russa/cinese e via dicendo, ne fa un attore fondamentale nello scacchiere mondiale, e di questo siamo tutti ben consci, lui per primo.

Ora il premier del paese degli ayatollah afferma di essere disponibile e pronto a un incontro con le autorità italiane, una sorta di bilaterale, "in nome dei rapporti di amicizia tra i due paesi". Il ministro degli esteri Frattini ha già risposto picche, come già Berlusconi nei giorni scorsi tramite il suo portavoce, e il Vaticano stesso, per la verità nascondendo la sua posizione dietro alla non-opportunità di incontrare nessuno dei molti capi di stato presenti al vertice.

Tutto questo però pone il solito dilemma: trattare col "diavolo" o ignorarlo? Trattare significa tentare di mediare e portarlo su posizioni più moderate, ma anche dargli rilievo e statura internazionale, soprattutto agli occhi dei suoi connazionali ed elettori in vista della prossima tornata politica; un appuntamento cruciale da cui tutti speriamo uscirà un uomo meno estremista. Di questo si occupa il sondaggio di oggi. A voi la risposta.

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