Debito Usa, trovato l'accordo: proviamo a spiegarlo

tasse obama innalzamento tetto debitoL'ha annunciato Barack Obama: trovato l'accordo al Congresso americano - ma il voto è oggi - sull'innalzamento del tetto per il debito Usa. Credo che a molti sfugga tutt'ora cosa fosse in gioco: in ogni caso, non certo il fallimento degli Stati Uniti, che non sono né la Grecia - né l'Italia - per i mercati, e che mantengono un debito "appetibile" per gli investitori molto più del nostro. Settimana scorsa avevo cercato di spiegarvi come stessero le cose: molto meno terrorizzanti di quanto mostrassero la maggior parte dei mezzi di informazione.

Quella del Congresso era tutta una battaglia tra repubblicani e democratici, che aveva un obiettivo: mettere nell'angolo Obama, costringerlo a negoziati sfiancanti e facendolo uscire da quell'angolo solo il giorno prima del d-day, cioè domani, 2 agosto. Far vedere al mondo che l'uomo che si dice sia il più potente del mondo, si fa mettere in scacco dalla guerriglia parlamentare. Ma sia democratici che repubblicani lo sapevano benissimo, l'accordo si doveva trovare, non si poteva non trovare: e infatti si è trovato.

Ma di che accordo si tratta? Sull'innalzamento del tetto per il debito: in precedenza era 14.200 miliardi di dollari. L'accordo trovato nella notte tra dem e rep prevede un aumento del tetto in tre momenti distinti e un totale di 2.400 miliardi di dollari. Per iniziare, si alza il tetto a 400 miliardi subito, poi altri 500 miliardi nel corso del 2011 e infine altri 1.500 per tutto il 2012...

L'altro punto dell'accordo è la riduzione della spesa pubblica. Certo, perché se l'innalzamento del tetto del debito era un aspetto meramente "burocratico" - un numerino da cambiare - i tagli alla spesa colpiscono - e colpiranno le vite degli americani ben più di un numerino, come spiega Maurizio Molinari:

"l'accordo c'è". E' Obama stesso che lo illustra. "La prima parte riguarda il taglio di 1 trilione di dollari di spesa nei prossimi 10 anni che porterà la spesa pubblica ai livelli più bassi dai tempi di Dwight Eisenhower" mentre "nella seconda si stabilisce la creazione di una commissione bipartisan del Congresso che entro novembre farà ulteriori proposte per ridurre il deficit" di altri 1,5 trilioni di dollari. In complesso dunque la riduzione del deficit sarà di 2,5 trilioni di dollari in 10 anni a fronte di un incremento del limite del debito di 2,1 trilioni, eliminando la necessità di ulteriori incrementi fino al 2013 ovvero dopo il termine dell'anno elettorale

Contrariamente all'immagine che vedete in alto, le tasse non sono state alzate. Né per i cittadini meno abbienti, né per quelli più abbienti. Aggiunge Zucconi, spiegando del "Piave di Obama"

Nel "compromesso quadro" che oggi dovrebbe, ripetiamo dovrebbe, superare il doppio esame al Congresso una sola cosa è chiara e viene ripetuta in maniera martellante da ieri sera da tutti i parlamentari repubblicani: non ci saranno nuove tasse per nessuno, naturalmente - e soprattutto - non per i più ricchi. Neppure una.

Foto | Flickr

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