Video: la rivolta in Siria ed il massacro di Hama

La primavera araba subisce un altro stop. Mentre la situazione in alcuni paesi del Medio Oriente non è per niente tranquilla (qui un articolo di qualche settimana fa per approfondire), 300 persone, secondo alcune fonti, sono state massacrate nella città siriana di Hama Le proteste contro il regime di Bashar al- Asad continuano da diverso tempo, così come i massacri dei manifestanti. Qui trovate un video di Corriere.it in cui un giornalista siriano riporta le notizie ricevute dalla città siriana (mentre qui sopra c'è un video di Al Jazeera con immagini provenienti da Hama):

"Hanno bombardato senza pietà con carri armati, cannoni e mitragliatrici. [...] Ne abbiamo abbastanza dei tuoi crimini e delle tue torture, Bashar (al-Asad, capo del regime siriano)."

Sul sito della BBC trovate un ottimo articolo in cui si spiegano i motivi che hanno portato la Siria nel caos. L'articolo riporta anche uno schema in cui si mettono a confronto le richieste dei manifestanti e le posizioni del regime. Seguiteci dopo il salto...

Queste sono le prime cinque richieste dei manifestanti:

Fine del regime - Asad, naturalmente, non ha alcuna intenzione di cedere il potere.

Fine della legge di emergenza che dura da 48 anni (e che limita molti diritti civili e politici) - Il 21 Aprile la legge di emergenza è stata revocata, ma i massacri e gli arresti di civili continuano.

Fine degli arresti e delle torture illegali - Truppe del regime continuano ad entrare nei villaggi (ufficialmente per motivi di "sicurezza") e centinaia di persone sono detenute.

Rilascio dei prigionieri politici e dei manifestanti incarcerati - Il 31 Maggio è stata offerta un'amnistia ai prigionieri politici. Centinaia di questi sono stati rilasciati, ma migliaia rimangono ancora in carcere e continuano ad esserci centinaia di nuovi arresti. Il 21 Giugno è stata offerta una seconda amnistia, ma non ci sono informazioni più dettagliate.

Transizione verso una società libera, pluralistica e democratica - E' stato avviato un dialogo a livello nazionale per scrivere una nuova legge elettorale, che renda legale la presenza di altri partiti oltre a quello ufficiale del regime (il partito Baath) e che permetta l'avvio di riforme costituzionali.

Anche Barack Obama, impegnato nel negoziato per l'innalzamento del tetto del debito americano, ha detto che

"Le notizie che arrivano da Hama sono orribili e mostrano la vera natura del regime siriano. Ancora una volta il Presidente Asad ha mostrato di non avere la capacità e la volontà di rispondere alle legittime proteste del popolo siriano. L'uso, da parte di Asad, della tortura, della corruzione e del terrore lo pone dal lato sbagliato della Storia e lo mettono contro il suo stesso popolo...nei giorni seguenti, gli Stati Uniti continueranno ad incrementare la pressione sul regime siriano, e lavoreranno con altri nel mondo per isolare il governo di Asad e per stare dalla parte del popolo siriano."

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