Ore 12 - Crisi economica, Berlusconi pronto per nuovi show. Intanto, Borsa a picco e fabbriche chiuse

altroMentre il ministro Calderoli è impegnato a metter su il “campus” estivo per una sbicchierata fra i celoduristi leghisti e il premier Berlusconi torna domani in campo alla Camera e poi con le parti sociali per la foto di gruppo, la crisi vera non fa sceneggiate e non va in ferie.

Le borse ridotte a un colabrodo e la speculazione che volteggia come avvoltoi sull’Italia, fanno passare in secondo piano il morso della crisi “reale”, quella che ha già fatto chiudere altre centinaia di fabbriche e messo ko altre decine di migliaia di lavoratori.

La fotografia della Cgil non lascia spazio all’ottimismo. Ci sono attualmente 187 tavoli aperti ufficialmente con 223.608 lavoratori coinvolti, di questi circa 57 mila a serio rischio. Secondo la confederazione di Corso d’Italia, ci sarebbero inoltre 54 vertenze indirizzate al momento verso una "soluzione individuata" ma ne rimarrebbero ancora 133 da dirimere urgentemente. Oltre 500 mila lavoratori in cassa integrazione: le crisi si aggiungono a crisi, riguardano l’intero Paese e tutti i settori produttivi.

Non si intravedono né soluzioni positive né vie d’uscita. Dopo la pausa estiva il rischio di esplosioni della tensione sociale è reale. Il governo, fin qui inerte da una parte e con scelte sbagliate dall'altra, ha messo il paese al palo: serve una svolta in termini di politiche economiche e industriali che dia risposte certe ed efficaci. Dalla Confindustria il segnale è di allarme rosso: “Balliamo sul Titanic”.

Si dice che mercoledì alla Camera il “Ghe pensi mi” tirerà fuori il coniglio dal cappello. Si dice.

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