Mubarak a processo nega i crimini. Ma se morisse?

Mubarak a processo in barella

E' cominciato oggi il processo a Hosni Mubarak e le tv nazionali, poi riprese dalle emittenti di tutto il mondo, hanno mostrato le immagini dell'ex presidente egiziano che è arrivato in aula in barella dall'ospedale di Sharm el Sheikh.
Dopo 30 anni ininterrotti di governo del Paese e dopo la caduta dell'11 febbraio, in seguito alla rivolta popolare, Mubarak deve rispondere dell'accusa di corruzione e, soprattutto, dell'accusa di omicidio premeditato per aver ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti. Lui ha negato di aver commesso crimini. E quel che può apparire surreale a chi l'Egitto lo vive da lontano, raccontato attraverso i media mainstream, è il fatto che nonostante la rivolta - che fa parte di quella che all'occidente è stata raccontata come la primavera araba - fuori dall'aula del tribunale ci siano stati scontri fra sostenitori e oppositori dell'ex presidente.

Proviamo a offrire punti di vista diversi dal consueto. In aiuto ci viene, per esempio, il blog Haramlik (un blog storico, che esiste dal 2002). Una testimonianza diretta. Sul blog, in un post dal titolo Ma se domani morisse Mubarak, Lia lancia una provocazione. E si dice certa del fatto che, se morisse Mubarak, domani avrebbe funerali partecipatissimi, pieni di egiziani commossi. E scrive:

Una ragazza, ieri, mi diceva: “Ma si sa, è talmente facile toccare i sentimenti degli egiziani! E poi, dai, pure io non ho conosciuto niente altro che lui, come governante, per la mia intera vita! E se muore in Ramadan, poi, non ne parliamo.”
“Sì, ma non so se il resto del mondo la capirà, questa cosa. Sembrerà un po’ paradossale, visto dall’estero.”
“Ma dai, no: secondo me è facile da capire!“, ha detto lei. Ma, appunto, era egiziana.

Poche righe, perfette per farci capire come sia complessa la situazione egiziana e per farci venire voglia di leggere tutte le testimonianze di Lia: è facile rendersi conto di come offra punti di vista dall'interno e decisamente inediti per l'Italia, con tanto di video e foto che, per quanto di bassa qualità, raccontano storie che non conosciamo.

Per esempio, sui recenti fatti di Piazza Tahrir e sul clima che si respira al Cairo.

C'è il post Lo sgombero di Tahrir e qualche cialtronata, in cui, senza mezzi termini, Lia scrive:

Vedo che alcuni media hanno dato molto risalto al favore con cui i residenti della zona hanno accolto lo sgombero forzato di piazza Tahrir, ieri, quindi forse vale la pena di contestualizzare un attimo ciò che è accaduto.

E poi contestualizza e spiega:

Tra questa militarizzazione di alcuni civili contro altri civili e la violenza dello sgombero (giornalisti arrestati, macchine fotografiche e cellulari distrutti, gente picchiata, più di 80 detenuti e alcune persone scomparse, tra cui bambini), la sensazione generale è che, ancora, la strada verso il rispetto dei diritti civili in questo paese, da parte delle autorità, sia parecchio lunga.

Oppure c'è il post Oops: mi è sembrato di sentire uno sparo. Che vale, da solo, più di mille servizi da Tg.

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