La diretta: Berlusconi in aula alla Camera e al Senato riferisce sulla crisi - liveblog

berlusconi diretta camera crisi diretta streamingOre 19.55 - Parla Berlusconi al Senato: "Grazie signor Presidente, chiedo scusa di questo ritardo, ho ascoltato tutti gli interventi dei deputati (...) sono stato alla Camera e sono qui per fare il punto sulla situazione economica del Paese". Fidatevi, sarà esattamente la stessa minestra della Camera. Se emerge qualcosa di straordinario, la diretta riprende, ma tenderei a escludere sviluppi imprevedibili.

Ore 19.45 Ci si sposta al Senato: sarà la stessa minestra, ma servita in un ristorante diverso, non aspettiamoci scossoni.

Ore 19.36 Parla Mario Pepe, del gruppo misto "I derivati sono un castello di sabbia che nessuno ha il coraggio di buttare giù. (...) noi che abbiamo sventato l'attentato del 14 dicembre. Noi staremo al suo fianco Presidente". Cita Lutero. Chiude.

Ore 19.26 Parla Pino Pisicchio "L'Italia può vivere in una grande stagione di sviluppo se punta sul Mezzogiorno". Ora: Berlusconi l'ha promesso, l'ha detto. Vediamo come andrà: ma è il genere di discorso che si sente identico più o meno da 150 anni. Qualche dubbio viene.

Ore 19.19 "Serve una nuova legge elettorale, ma non la farete mai, perché ognuno vuole scaldare la sua poltrona" prosegue Di Pietro.

Ore 19.19 "Lo sciolga il Parlamento, ci mandi a votare" appello di Di Pietro a Napolitano.

Ore 19.15 Di Pietro esagera "Lei sta facendo morire milioni di persone, si dimetta". Indovinate a chi parla. Ma è il più in palla finora, decisamente il migliore sul piano dialettico.

Ore 19.11 Parla Di Pietro, cattivissimo: "Caro Silvio, ma lei ci fa o ci è? Lei è Alice nel paese delle Meraviglie o il più grande bugiardo della storia. Le voglio leggere un'agenzia fresca fresca appena pubblicata di un noto comunista, il nome glielo dico dopo "È necessario a questo punto - ascoltami, Caro Silvio ascoltami - è necessario avere una leadership più forte, abbiamo un problema di credibilità nel Paese, serve una leadership diversa, il mondo non capisce quello che accade in Italia. C'è chi ha compiuto scorrettezze, in altri Paesi sarebbe stato costretto a dimettersi" Sa chi l'ha detto? Marchionne. Sto comunista di Marchionne!"

Ore 19.09 - Bocchino chiede le dimissioni di Berlusconi. Proseguiamo nell'analizzare quanto accaduto: il buon Mattia Feltri segnala via sms a La Stampa che "17.17: Gira una notizia: consiglio dei ministri straordinario l'11 agosto, forse per una manovra correttiva. Panico nei mercati e negli onorevoli che sotto il gessato hanno il costume da bagno.". Potrebbe essere la patrimoniale? Io dico di sì.

Ore 19.05 - Ora che parla Bocchino, possiamo fare il punto. Che cosa è accaduto finora? Per me sono due i dati importanti: il primo è l'opacità di Berlusconi, per nulla convincente, per niente in palla, poco carismatico, un leader al tramonto. Non gli crede più nessuno: in giro vedo che le reazioni sono più o meno come le mie. Berlusconi ha costruito tutto sul carisma: non ce l'ha più. Non convince più. Prima il centrodestra ne prende atto, meglio è, perché se va avanti così, alle prossime elezioni è un bagno di sangue. E rinasce la DC. Il secondo punto importante, come vi scrivevo qualche minuto fa, è la parziale conferma, tra le righe, di un pensierino sulla patrimoniale. Almeno, citando parola per parola l'intervento di Bersani, che ha detto "E adesso ci vuole un messaggio al Paese, chi ha di più deve dare di più, chi ha dato di meno deve dare di più, chi è stato disturbato di meno deve essere disturbato di più, e ci disturbiamo tutti, adesso incontro Alfano e glielo spieghiamo" - qui video integrale. Io quel "ci disturbiamo tutti" lo interpreto così: una imposta "una tantum" per salvare l'Italia, un po' come accadde con il celebre sei per mille del 1992 che molti di voi ricorderanno. Vediamo che cosa succede alle 19.30 in Senato, per ora questi mi sembrano i due dati importanti, più il primo che il secondo, emersi dal pomeriggio alla Camera dei Deputati.

Ore 18.50 - Parla Moffa, dei Responsabili. Ricordiamoci sempre che questo governo, che ha detto che tutto va bene, che chiede la fiducia dei mercati, che nelle parole del Presidente del Consiglio pochi minuti fa ha detto che sì, c'è un problema, ma nulla di grave o irrisolvibile, sta in piedi dal 14 dicembre scorso grazie a Razzi, Scilipoti, Moffa. Moffa "Non darei troppa importanza alla reazione dei mercati". Cita Fitoussi un po' a sproposito. Roncone via sms: "18:52 Inizia a parlare Moffa (Responsabili) e vanno alla bouvette anche i deputati dell'opposizione."

Ore 18.47 - Sta parlando Pierferdinando Casini. Non è che sia molto di diverso dal solito: il solito discorso di buonsenso casiniano, da democristiano a sinistra o a destra a seconda del momento. Sta per chiudere anche Casini. Dice "Molti evocano la fine del berlusconismo come fine di una stagione politica, se qualcuno pensa che la questione si risolva con Una liquidazione politica, vuol dire che non ha capito nulla di questo Paese".

Ore 18.35 - Reguzzoni, molto aggressivo, difende il governo, chiede il ritiro dalle missioni all'estero, la difese delle entità locali, difende Berlusconi e Bossi. Insomma, la Lega c'è. Reguzzoni imbandisce la tavola con i soliti luoghi comuni da Lega Nord, e un po' a sorpresa cita Reagan, cita i Tea Party, "no mor taxiss" per dire "no more taxes". Insomma, non un discorso da ricordare. Direi nel solco della Lega, ma un'altra tacca sul fucile di un leghista molto ben lanciato, Marco Reguzzoni. Vedrete che nei prossimi anni sentiremo parecchio parlare di lui.

Velocemente: i punti chiave del discorso di Bersani sono due. La ovvia richiesta di dimissioni a Berlusconi, e l'avanzamento della proposta della imposta patrimoniale. Questo è il dato importante del discorso di Bersani: che mi sembra abbia lanciato la palla della imposta patrimoniale 2011, suggerita già da Giuliano Amato fin dal dicembre scorso, alla maggioranza. Vedremo se la prendono al balzo. Ora parla Reguzzoni della Lega Nord.

Ore 18.25 "Io adesso vado a chiudere. Miracoli non se ne fanno, però se siamo arrivati fin qui, non dite che le avete azzeccate tutte, uno straccio di parola di autocritica ce lo dovete! E adesso ci vuole un messaggio al Paese, chi ha di più deve dare di più, chi ha dato di meno deve dare di più, chi è stato disturbato di meno deve essere disturbato di più, e ci disturbiamo tutti, adesso incontro Alfano e glielo spieghiamo (...) io voglio chiudere, se volete ascoltarci le proposte le abbiamo. Se c'è bisogno di riforme, se c'è bisogno di rigore, ma intelligente e equo (...)

Ore 18.21 "Dopo una lunga stagione di bassa crescita - otto anni su dieci avete governato voi - c'è stata una contrazione che è avvenuta così forte solo in Italia, volete prendere atto di questa cosa, abbiamo perso sei punti di Pil, e ne stiamo rimontando scarsi due, questo vuol dire che mentre gli altri la contrazione l'hanno già riassorbita e sono in lieve riprese, noi siamo ancora a sforzarci di recuperare. Ci siamo raccontati che siamo meglio degli altri! La produttività... abbiamo un divario di produttività micidiale."

Ore 18.14 - Parla Bersani, molto aggressivo: "O lei ha sbagliato discorso o ha sbagliato parlamento, perché siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione con i tratti di un cielo azzurro con qualche nuvole che adesso spazziamo via facilmente... credo che l'unico merito del suo discorso sia stato di essere fatto a mercati chiusi. Mi ha impaurito il discorso di Alfano, perché io non credo che ci sia più consentito di stare nella genericità, avrei molti motivi di polemica (...) ma non farò polemica. Io ho un altro tono, o sono su Marte io, o è su Marte lui. Io credo che l'Italia sia finita veramente nei guai. Farò poche considerazioni: nel nostro paese che è colpito, impaurito da una crisi che non ha precedenti, sta montando un disprezzo verso la politica e le istituzioni, una sfiducia inedita che sta bruciando a poco a poco quello spirito civico di cui avremmo bisogno per reagire. Secondo: fuori dal nostro paese, il mondo volge lo sguardo altrove di noi. Stiamo parlando di investitori, dei nostri creditori, non si fidano più. Ora questa sfiducia interna e internazionale non è un umore passeggero (...) hanno tirato le somme di una vicenda che ai loro occhi è già conclusa e che se protratta non può portare l'Italia da nessuna parte e vi prego di credere che non è per polemica politica, per interesse di bottega, che noi diciamo ci vuole una svolta politica, che l'unica vera cosa che possiamo fare subito, senza la quale nessuna delle cose che faremo porterà a nulla. Prendiamo atto di questa situazione, c'è bisogno di una tregua con investitori mercati opinioni pubbliche, una tregua, bisogna darci un tempo. E quel tempo può darlo solo un gesto politico."

Ora seguiranno altri interventi, in questo momento parla Angelino Alfano. Ma per ora mi sento di fare un paio di commenti velocissimi: dubito molto che mercati, imprese, sistema economico, possano essere influenzati da un discorso tanto sciapo e poco trascinante. Berlusconi non è più il leader di una volta, bisogna accettarlo: si è presentato in aula perché doveva.

In secondo luogo: ma non aveva risolto il conflitto di interessi? Non si era liberato delle aziende? Che cattivo gusto far notare all'aula che "State ascoltando un imprenditore che ha tre aziende in borsa, e che quindi è nella trincea finanziaria, consapevole ogni giorno di quello che accade sui mercati".

Ore 18.04 - Il finale dell'intervento di Berlusconi alla Camera: "Nei venti mesi che ci separano dalle elezioni il governo farà il governo, completerà il percorso delle riforme, rafforzerà il rapporto con le parti sociali, e un'agenda di interventi per sostenere la crescita dell'Italia. Il governo è pronto a fare fino in fondo la sua parte. Abbiamo la piena consapevolezza dellìimpegno che ci attende e il desiderio di consegnare agli italiani un paese più forte (...) una sfida difficile (...) e siamo convinti di essere all'altezza di questa sfida."

Ore 18.01 - "Ricordiamolo, il paese è economicamente è finanziariamente solido, nei momenti difficili sa essere coeso, il Parlamento e il governo agiranno con un ampio consenso sociale. Oggi più che mai dobbiamo agire tutti insieme. Raccolgo con convinzione l'invito del Presidente Napolitano, un monito saggio che faccio mio. Tutti hanno il dovere di rimboccarsi le maniche. Il dovere è di operare per il bene dell'Italia, facendo ognuno la sua parte e ricordando che la stabilità politica è l'arma vincente contro la speculazione. Nessuno nega la crisi, tutti dobbiamo lavorare per superarla. State ascoltando un imprenditore che ha tre aziende in borsa, e che quindi è nella trincea finanziaria, consapevole ogni giorno di quello che accade sui mercati.

Ore 17.58 - "Onorevoli colleghi vorrei ricordare che la crisi ha colto il nostro apparato economico in un momento di adattamento, ne ha risentito la crescita per effetto delle pesanti eredità del passato e dei nodi strutturali che frenano il nostro sviluppo. Il governo coerentemente con quanto fatto dal 2008 ha introdotto 27 misure per sostenere la crescita del paese."

Ore 17.56 - "Non intendo sorvolare sui costi della politica. In quanto previsto dal dl manovra il governo agirà per contenere gli emolumenti delle professionalità pubbliche riducendoli ai valori medi europei."

Ore 17.53 - "Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, il governo proporrà una collaborazione per la stabilità, la crescita e la coesione sociale. La crescita di economia e occupazione è conseguenza della positiva convergenza di comportamenti responsabili degli attori sociali (...) Quattro punti, nell'incontro di domani con le parti sociali: la gestione della manovra, gli investimenti nelle infrastruttura, il ruolo delle banche, le relazioni industriali nel settore privato e pubblico."

Ore 17.50 - "Il Cipe ha dato concretezza al piano per il sud con la destinazione immediata di 7,3 miliardi di euro per interventi che rilanceranno l'economia del mezzogiorno."

Ore 17.48 - "Il nostro sistema di pensioni è stato apprezzato e giudicato come un esempio da seguire nella riforma degli altri sistemi europei."

Ore 17.46 - "Dopo lo scoppio della crisi l'evoluzione dei nostri conti pubblici è stata favorevole rispetto alla gran parte dei paese avanzati. Nel 2009 il deficit aveva superato 5% del Pil, comunque inferiore a quello di altri paesi area euro. I conti sono migliorati, il debito delle amm.ni pubbliche è sceso di un punto, e il disavanzo primario si è annullato. Il deficit di bilancio è risultato più basso di quello degli altri paesi dell'area euro. Il sentiero di riduzione del deficit concordato in sede europea viene percorso più rapidamente. E quello che ci chiedono è quello che cercheremo di fare."

Ore 17.45 - "Banche ben capitalizzate in grado di sostenere famiglie e imprese. (...) I ribassi dei corsi azionari delle nostre banche sono eccessivi. Per i maggiori istiuti i valori di mercato sono di gran lunga inferiori ai valori di bilancio. E anche il settore privato, delle famiglie, è solido. Le famiglie hanno il più basso indebitamento (...) la loro ricchezza è particolarmente elevata nel confronto internazionale. Anche i debiti delle imprese sono contenute rispetto al fatturato."

Ore 17.42 - "L'Italia ha punti di forza che più volte hanno spinto le autorità europee a considerare l'Italia in assoluta sicurezza. Pressioni sul nostro mercato ingiustificate."

Ore 17.41 - "I mercati non riflettono ancora l'importanza degli interventi. È essenziale dare certezze ai mercati. I rischi di contagio influenzano le scelte degli investitori istituzionali europei, che vanno verso i titoli pubblici tedeschi, a scapito degli altri paesi. Le tensioni si sono estese al nostro paese, ma problemi analoghi sono avvertit anche in altri paesi dell'area euro."

Ore 17.39 - "Desidero quindi approfondire l'analisi della situazione per cui siamo qui: i mercati finanziari... ovunque è aumentata l'incertezza sull'intensità della crescita del mondo anche la robusta attività produttiva dei paese emergenti tende a rallentare. Negli Usa i portafogli degli investitori hanno preferito investimenti a breve termine. L'accordo tra dem e rep non pare avere ridotto le paure dei mercati."

Ore 17.37 - "Abbiamo fondamentali solidi, le banche sono liquidi solvibili e hanno superato stress test. Nel mese di luglio è scesa la cassa integrazione rispetto allo stesso mese di un anno fa. Non è venuta meno la voglia di fare impesa e superare le criticità."

Ore 17.36 - Berlusconi parla: "Sono qui per fare il punto della situazione economica italiana delle conseguenze della crisi italiane e delle decisioni che il governo intende assumere. C'è una crisi di fiducia che scuotei mercati e non accenna a placarsi".

Ore 17.34: Fini annuncia l'apertura dell'assemblea.

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