Ore 12 - "Caporali" da galera

altroSembrava, quella del “caporalato”, una piaga superata sin dai tempi del mitico leader della Cgil Giuseppe Di Vittorio.

Invece la globalizzazione e le nuove ondate di immigrati l’hanno riproposta, specie al Sud, in versione 21esimo secolo, ancora più brutale del dopoguerra, con oltre 500 mila lavoratori sfruttati brutalmente, specie in agricoltura e edilizia.

La novità (buona) è la presentazione al Senato di un disegno di legge bipartisan che prevede pene tra cinque e otto anni di reclusione e multe salate per i “caporali” che sfruttano i lavoratori. Quindi è passata la battaglia dei sindacati, in particolare della Cgil, per considerare il “caporalato” (“intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”) reato penale.

Lo sfruttamento, l’intimidazione, la violenza sono sempre state usate contro i lavoratori costretti dal loro stato di bisogno a subire tali coercizioni. E’ indubbiamente un passo avanti contro “intermediari” senza scrupoli al soldo di proprietari latifondisti e feudatari, di imprenditori fuori legge.

Un passo importante ma solo il primo. Dopo l'alt ai "caporali", chi ferma i “padroni” dei “caporali” ? Tagliare i tentacoli diventa inutile se non si taglia la testa della piovra. Non è una battaglia sindacale. E' una battaglia di civiltà.

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