Apertura borse, Milano scende ancora ma recupera, il panico contagia l'Asia

crisi borse piazza affari berlusconiMercoledì, Silvio Berlusconi ha riferito alla Camera e al Senato sulla crisi. Poco fumo e poco arrosto: una serie di rassicurazioni generiche che avrei potuto fare anch'io. Nessuna novità importante, nessun segnale autentico, un leader che ha perso il carisma. Ieri l'incontro con le parti sociali, dal quale a mio modo di vedere si è usciti di nuovo con ampie borse cariche di aria, neanche fritta. Solo aria.

E le borse come hanno reagito? Malissimo quella di Milano, che ieri è crollata, e anche oggi non si sente bene. È ufficialmente panico. A Piazza Affari il Ftse Mib è sceso fino a 3,23%, a 15.607 punti, per risalire alle 10 a -0.3%, a Parigi ancora peggio, è scesa del 6,06%. Calano anche Londra e a Francoforte. La situazione per ora è pessima, vedremo come si evolverà nel corso della giornata. A rileggere il discorso di Berlusconi alla Camera sembrava che tutto fosse ok.

Su La Stampa di oggi c'è invece un bel pezzo di Bill Emmott, già direttore dell'Economist, in cui si spiega perché quanto detto dall'attuale Presidente del Consiglio sia stato enormemente lacunoso sotto molti punti di vista:

Il presidente del Consiglio ha ricordato al Parlamento che lui è un uomo d’affari. Ma poi ha dimostrato di aver dimenticato ciò che un business di successo richiede: la conoscenza dei ricavi dell’azienda, il controllo dei suoi costi, e una gestione che abbia un piano strategico credibile. Nel suo attuale ramo d’impresa, e cioè il governo dell’Italia, egli non ha messo in opera nessuna di queste tre cose. Ecco perché l’Italia oggi è nell’occhio del ciclone

E ancora, prosegue Emmott:

Come la maggior parte dei leader politici intrappolati in questa situazione, il presidente del Consiglio ha accusato gli speculatori. Ma in quanto uomo d’affari deve conoscere la differenza tra speculatori e investitori o finanziatori. Sono gli investitori e i finanziatori che stanno causando problemi all’Italia, perché la valutano a rischio o incapace di buone prestazioni. Un buon imprenditore avrebbe risposto presentando a questi investitori un piano strategico credibile e spiegando come intendeva aumentare i ricavi e controllare i costi: in altre parole, stimolare la crescita economica e ridurre le spese. Ma un piano del genere non esiste, e questo governo ha perso ogni credibilità sulla sua capacità di produrne uno

Qui il pezzo di Bill Emmott su La Stampa.

Foto | Flickr

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