Croce Rossa Italiana - Un disavanzo di 300 milioni di euro

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Non si spara sulla Croce Rossa. E infatti trovare notizie che facciano luce sulle condizioni in cui versa l'Ente in Italia è spesso difficile, tranne quando si sentono le roboanti dichiarazioni a proposito della "privatizzazione" possibile. Dura un giorno, poi tutto finisce nel dimenticatoio perché c'è il volto buono dell'Ente che trionfa su tutto il resto.

Un riassunto rapito. Croce rossa, in Italia, è ente pubblico (di diritto privato). E' finanziata da 4 ministeri (Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Economia, Difesa) per circa 160-180 milioni di euro l'anno. In più riceve finanziamenti da privati in ragione di importi che non ci è dato conoscere nel dettaglio. E' una struttura commissariata, e lo è da tempo - salvo pochi periodi di elezione democratica. Attualmente, il commissario straordinario è Francesco Rocca. Il suo mandato, che doveva essere di un anno e "fino al ricostituimento degli organi societari" è stato prorogato per altri due. Rocca è uomo vicini a Gianni Letta. Esattamente come lo era Guido Bertolaso, per rimanere in ambiti simili.

Nella sua storia, la Croce rossa italiana è stata oggetto e soggetto di numerose situazioni anomale. Non si può dimenticare, per esempio, il ruolo dell'allora Commissario Maurizio Scelli (oggi Deputato del PdL) nella gestione della Missione Antica Babilonia in Iraq, le polemiche per il fatto che la Cri in Iraq avesse scorta militare, le sue esternazioni e le sue iniziative - di cui non si è mai compresa la veridicità o se fossero o meno gradite al Governo - nei casi dei rapimenti di Giuliana Sgrena, Enzo Baldoni, delle due Simone. Infine, la condanna in primo grado da parte della Corte dei Conti.

Impossibile da descrivere in poche righe - ma ce ne occuperemo anche in futuro - la situazione della Croce rossa italiana resta un enorme punto interrogativo su cui è difficile fare luce. Anche perché è stato approvato recentemente un Codice Etico che, fra l'altro, vieta a tutti gli appartenenti alla CRI di rilasciare dichiarazioni a giornalisti. Oggi, sul Facebook di alcune persone molto attive nello smascherare tutte le magagne dell'ente (surreale, come per far luce in maniera trasparente su una struttura pubblica occorra affidarsi a questo tipo di notizie), appare un documento riassuntivo del disavanzo di cassa della CRI. Che, fra quelli già maturati e quelli prospettici (il più grave dei quali derivante da una situazione anomala a proposito del 118 in Sicilia, ben raccontata già da Report) ammontano a circa 335,7 milioni di euro, come si mostra dopo il salto

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