Ore 12 - Crisi, resta allarme rosso. Governo e opposizione uguali, poche idee e confuse

altroLa tempesta finanziaria internazionale in corso colpisce più pesantemente gli anelli più deboli dell’Occidente, in particolare l’Italia, causa il forte debito pubblico, la mancanza di vere riforme per la crescita, l’assenza del premier e del governo, l’inconsistenza e la voracità della casta politica, sempre meno credibile.

Chi si aspettava alle Camere un Berlusconi “diverso” è rimasto deluso. Il premier ripete sempre le stesse cose: di aver fatto tutto il possibile e tutto bene, che la colpa è di chi non lo lascia lavorare e dei media che danno dell'Italia un'immagine negativa, generando un blocco psicologico che frena consumi e ripresa. Sostiene che la crisi sia globale, anzi che noi stiamo meglio degli altri.

Il giovedì nero della Borsa può ripetersi in un venerdì altrettanto pesante. C’è, tant’è ne dica Berlusconi, un rapporto diretto fra il discorso del premier alle Camere e il tonfo di Piazza Affari: i mercati hanno ribadito l’assoluta mancanza di credibilità di questo governo e di questa maggioranza.

Berlusconi nel suo discorso ha indicato una desolante assenza di strategie, se non quella di restare incollato alla sua poltrona per motivi solo personali, legati ai propri interessi. Ma anche le opposizioni brillano solo per confusione e divisioni.

L’Italia non è la Grecia. Se il Belpaese crolla, trascina nel baratro l’Europa. E il Pil affossa i sogni di ripresa: è a + 0,3 nel secondo trimestre 2011 e a + 0,8 su base annua … Che fare? All’emergenza si risponde con l’emergenza.

Serve subito un nuovo governo. E subito vuol dire subito. Poi la parola agli italiani. Nelle urne.

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