Crisi, Berlusconi "sconfessa" se stesso. Ma non è convinto e non convince

La disinvoltura con cui Silvio Berlusconi cambia posizione è non solo straordinaria ma anche illuminante sul suo stato di confusione e su quello del governo. Mercoledì alle Camere il premier si vanta illustrando un Paese solido e in salute e due giorni dopo, sotto l’ennesima bastonatura delle Borse, con l’acqua alla gola, lancia l’allarme in una improvvisa e improvvisata conferenza stampa agostana.

Insomma, l’altro ieri Berlusconi negava la crisi. Oggi fa due operazioni: sotto dettatura della Bce vuole modificare la Costituzione, accetta gli ordini della Ue, conferma la sua solita politica anticipando la manovra iniqua e inutile, non che la volontà di dividere sindacati e parti sociali. Di fatto è il solito refrain della politica degli annunci e degli spot, senza strategia, mossi solo dalle perentorie richieste europee, veri e propri dictait di Francoforte e Berlino.

Così Berlusconi, con una leadership ridotta al lumicino, va a zig zag, senza convinzione: fa il contrario di quello che ha sollecitato il presidente della Repubblica e il contrario di quanto hanno chiesto imprenditori e sindacati e chiedono le opposizioni. La strada imboccata dal Governo inchioda il Paese nella palude.

Le opposizioni (timidamente) gridano il loro “no”. Ma dov’è la proposta politica alternativa pronta e credibile? Casini, Fini, Bersani, Di Pietro, Vendola navigano senza rotta pensando solo a se stessi. Fanno solo propaganda. E Berlusconi fa politica: la sua.

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