Reato di immigrazione clandestina: l'ONU e la Chiesa condannano l'Italia


Louise Arbour (foto a sinistra), Alto commissario ONU per i diritti umani (ancora per un mese), stavolta ha deciso di andarci giù pesante. Prima ha affermato che "in Europa, le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l'immigrazione irregolare e minoranze indesiderate, sono una seria preoccupazione". E poi che "esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano".

La delegazione italiana non ha tardato a reagire, chiarendo mediante l'ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri (ma da dove escono i nostri diplomatici, dal medioevo?) che il provvedimento non è ancora passato e comunque non fa altro che ricalcare norme già da tempo operative in molti altri paesi europei (come la Francia, NdG). Ma ancora non si era spenta l'eco della presa di posizione delle Nazioni Unite, che ad essa si univa il Vaticano mediante l'autorevole voce di monsignor Agostino Marchetto (foto a destra).

«I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari - chiariva il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, - non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa». Eh no no certo. D'altronde, aggiunge «in una recente intervista auspicavo in Italia, e non solo naturalmente, un equilibrio tra sicurezza e accoglienza. Possiamo ora dilatare questo auspicio introducendo solidarietà, senso umano e giustizia». E infatti, dilatiamolo, monsignore, magari ospitando in casa un clandestino a testa, no?

Una domanda sorge spontanea a questo punto, e la rivolgeremmo proprio all'Alto commissariato ONU per i diritti umani... Ma ai diritti umani della gente che lavora onestamente e viene sistematicamente derubata (quando va bene) da Rom e clandestini, chi ci pensa? I nostri diritti non li protegge nessuno, non facciamo forse parte anche noi delle Nazioni Unite?

Quanto al Pontificio consiglio per i migranti, che si tranquillizzi. In galera in Italia non ci vanno i delinquenti efferati, figuriamoci un immigrato irregolare. Quella norma serve per mandare un segnale ai trafficanti di vite umane, chiarendo che il nostro non è più il paese di Bengodi, ma che devono entrare solo i regolari, mentre tutti gli altri saranno espulsi. Poi tanto lo sappiamo che (purtroppo) non accadrà, ma almeno sforziamoci di farlo credere oltreconfine.

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