Crisi, l'Europa non crede a Berlusconi. E le opposizioni non credono ... all'alternativa

La conference call di domani alle 18 fra i governatori delle banche centrali dell'area euro non è uno scambio d’auguri feriali ma un meeting d’emergenza per cercare di evitare che Spagna e Italia precipitino sulla crisi debitoria in atto e per limitare gli effetti sul mercato del declassamento del rating dell'agenzia Standard & Poor's.

L'anticipo della manovra e la riapertura del Parlamento per un'audizione del ministro Giulio Tremonti non sono sufficienti ad affrontare l'emergenza finanziaria e non convincono i nostri partner europei.

Il settimanale tedesco Der Spiegel scrive che nel governo tedesco crescono i dubbi di riuscire a salvare l'Italia attraverso il Fondo, anche se quest'ultimo riuscisse a triplicare le sue attuali capacità finanziarie. Questo perché un'economia come quella italiana è troppo grande per essere aiutata, e le sue necessità finanziarie troppo onerose. Di conseguenza, Berlino sta insistendo perché Roma riesca a uscire dalla crisi attraverso tagli alla spesa e riforme. Che sono le stesse cose chieste al Governo anche dalle organizzazioni delle imprese: forti tagli alla politica, forti liberalizzazioni, vere riforme.

Il nodo resta politico: quale forza e credibilità restano a questo premier e a questo governo? E’ possibile un’alternativa di governo?

Sul primo punto, saranno i mercati a dare la risposta. Berlusconi non si schioda da Palazzo Chigi e rifiuta le elezioni perché sa di perderle. Bossi e i suoi sono solo impegnati, fra un delirio e una farneticazione, a curare l’orticello della Lega, lasciando a Berlusconi la patata bollente. Sul secondo punto, le opposizioni non trovano uno straccio d’intesa.

Il Pd vuole subito un governo tecnico sostenuto da un ampio schieramento di forze politiche, guidato da personalità autorevoli e credibili. Invece Idv e Sel continuano a chiedere elezioni anticipate. E il Terzo polo si mostra disponibile a collaborare con Berlusconi per approvare nuove misure anticrisi. Tuona Nichi Vendola :"non c'è possibile compromissione con settori di questa destra che possa lenire il dolore di questo paese, che i governi tecnici-istituzionali sono solo una coda avvelenata della storia del trasformismo italiano e che occorre rapidamente interrompere questa stagione malata, chiudere anticipatamente la legislatura, fare come in Spagna". Torna lo spettro del Titanic.

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