Crisi, Nichi Vendola prepara l'autunno caldo. 1° ottobre in piazza a Roma!

Mentre il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini si rivolge al Palazzo per rivendicare un nuovo governo “prima di ferragosto” (senza però specificare l’anno …), il leader di Sel Nichi Vendola si rivolge alla base per indire il prossimo 1 ottobre una manifestazione nazionale a Roma.

Con “Care compagne e cari compagni” Vendola chiama alla lotta attraverso il blog di Sel.

Nichi usa toni pesanti: “Viviamo un passaggio d’epoca che ha la potenza e la crudeltà di una guerra, sentiamo l’odore di un temporale che talvolta sembra somigliare al diluvio universale, sappiamo che verranno giorni difficili e amari per il nostro Paese. La crisi è stata colpevolmente negata, occultata, esorcizzata dai pubblicitari di Palazzo Chigi. Oggi questa crisi esplode, continua ad esplodere ogni giorno, percuote il mondo nostro come una febbre misteriosa e crescente. La propaganda non può nascondere la realtà. Non è solo una crisi finanziaria, ma una crisi globale: divora la geografia delle classi sociali, minaccia l’esistenza del ceto medio, riduce il glorioso Welfare all’attivismo caritatevole delle opere pie. Tutto cambia, tutto frana, tranne l’intangibilità degli universi blindati della ricchezza, della speculazione, della rendita. C’è la crisi e quindi, cosi dice questa Europa indecente, occorre tagliare la spesa sociale, comprimere i redditi, razionare i servizi, ridurre i diritti. La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante”.

Poi l’attacco al premier e al governo: “Berlusconi e Tremonti sono le principali ragioni della vulnerabilità italiana, sono il vertice di un potere privo ormai di legittimazione morale, e rappresentano la versione casereccia di quel rigorismo a senso unico che sta impiccando il vecchio continente all’albero del patto di stabilità. Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l’economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l’innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione. Si vuol curare l’ammalato con una medicina letale”.

Quindi la critica alla sinistra: “In questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. In verità è la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Così l’Europa muore, l’Italia affoga in un post-berlusconismo fatto di macerie e di qualunquismo, la sinistra si consegna alle bancarelle come un gadget per turisti”.

Infine la lotta: “Non possiamo star fermi, assistere a questa discesa agli inferi senza reagire. Le giovani generazioni e parti rilevanti di opinione pubblica chiedono segno tangibile, credibile, radicale di cambiamento. Prepariamoci all’autunno. Prepariamoci il 1° ottobre a tornare in piazza, accanto ai movimenti, con i giovani, lavoriamo perché l’indignazione diventi energia politica e culturale”. Vedremo.

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