Nichi Vendola chiama alla piazza il 1° ottobre. Dice qualcosa di sinistra?

Nichi Vendola - Manifestazione del 1° ottobre 2011

Nichi Vendola chiama alla piazza, il 1° ottobre 2011. Lo fa con una lettera che appare sul sito di Sinistra Ecologia e Libertà. Una lettera che a tratti è carica della ben nota retorica vendoliana, a tratti affonda nei problemi reali del paese e li smaschera. Come in questo passo, per esempio:

Si insegue il miraggio del pareggio di bilancio, affamando il Paese, deprimendone l’economia, non affrontando i nodi di una moderna politica industriale, definanziando l’innovazione e la ricerca, spezzando il cuore della pubblica istruzione.

Vendola attacca anche una politica evidentemente schiava dei mercati - come prova la crisi del debito e il Governo in mano alla Bce - e, inevitabilmente, il duo che, in Italia, la incarna (Berlusconi e Tremonti):

La politica, colpevolmente genuflessa dinanzi alla signoria del mercato, oggi appare impotente e balbettante [...] abbiamo una classe dirigente travolta dalle proprie faide intestine e dall’urto degli scandali. Berlusconi e Tremonti sono le principali ragioni della vulnerabilità italiana, sono il vertice di un potere privo ormai di legittimazione morale.

Non risparmia critiche alle sinistre, italiane ed europee:

In questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. In verità è la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Così l’Europa muore, l’Italia affoga in un post-berlusconismo fatto di macerie e di qualunquismo, la sinistra si consegna alle bancarelle come un gadget per turisti.

Infine chiama alla manifestazione di piazza e alla raccolta firme per un referendum che cancelli il sistema elettorale attuale, tristemente noto come porcellum, per il ritorno a un sistema elettorale che sia effettivamente rappresentativo (tema questo che dovrebbe essere caro a tutti i cittadini).

E' un'analisi persino poetica della situazione, con un linguaggio aulico che a volte - come spesso accade con Vendola - lascia un po' troppi spazi alla retorica. Personalmente, non sono più sicuro che questo tipo di ars retorica funzioni. Credo che sia un bene alzare il livello della comunicazione politica, rinunciando alla semplificazione eccessiva e agli slogan, ma credo anche che si debba rinunciare a un po' di bel parlare per essere più diretti e incisivi.

Edulcorato dalle raffinatezze linguistiche, tuttavia, il messaggio appare, se non altro, lucido e privo di quelle ambiguità che caratterizzano l'opposizione "di sinistra" attualmente rappresentata in Parlamento (un'opposizione che ha già annullato gli effetti benefici del "vento del cambiamento" limitandosi a biascicare richieste di dimissioni evidentemente destinate a cadere nel vuoto).

Insomma, c'è un sussulto d'orgoglio e più d'uno spiraglio di sinistra, nel messaggio di Vendola. Ora vedremo se, fra le concessioni al linguaggio auilico, i fatti concreti citati e le critiche mosse, Vendola e i suoi riusciranno a realizzare il primo obiettivo concreto, con questa manifestazione del 1° ottobre. Fino ad allora, non si può che sospendere il giudizio. Anche perché c'è un nodo cruciale a monte da sciogliere: la politica di oggi ha bisogno di leader personalistici? O ha bisogno di un recupero delle idee che prescinda dal culto della personalità? C'è contraddizione nel messaggio ecumenico del Governatore della Regione Puglia e nel fatto che SEL sia, ovviamente, costruito a sua immagine e somiglianza? Se sì, Vendola riuscirà a superare queste contraddizioni?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO