Il lunedì nero - Crollano le borse, si aspetta Obama

Il Giornale prima del crollo delle borse

Tanto tuonò che piovve, bisognerebbe dire, per usar la saggezza popolare. Perché nonostante il tiepido ottimismo mattutino - che si trasformava addirittura nel titolo trionfalistico del Giornale "Piazza affari vola". Un'enfasi del tutto ingiustificata e volta, evidentemente, al solito sostegno indiscusso al Governo - le voci che volevano anche nella giornata di oggi un lunedì nero sono state accontentate.

Del resto, nonostante le riunioni domenicali di G20 e G7, era persino facile da prevedere (si poteva sperare in una miglior reazione della borsa di Milano, visto l'intervento della Bce, ma forse il fatto che non si sia andati troppo sotto, rispetto al resto dell'Europa, è l'unica nota "positiva"): la giornata segna un trend negativo delle borse di tutto il mondo, trascinate da Wall Street, definitivamente affossata dal declassamento del rating di Standard & Poor. Piazza Affari (-2,43%) perde, così come Francoforte (-5.02%), Mosca (-8%), Atene (-6%), Parigi (al momento a -3,81%).

Questo nonostante l'altra agenzia di rating, Moody's, conferma il rating a tripla A degli States. Non basta, anche perche S&P resta inflessibile sulla sua posizione e fa sapere che ci vorrà tempo perché il rating del debito pubblico degli U.S.A. torni anche per loro a quota d'eccellenza.

Così, visti i miliardi in fumo in tutto il mondo, alle 19:00 è atteso il discorso ufficiale del Presidente degli Stati Uniti d'America, Barak Obama. Che, si spera, saprà fare qualcosa di più della minestra riscaldata proposta da Berlusconi alla Camera e al Senato la settimana scorsa.

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