Imposta patrimoniale 2011, a che punto siamo e chi pagherà

tassa patrimoniale 2011 in arrivo

Avevo visto giusto, qualche settimana fa: l'imposta patrimoniale 2011 è sulla bocca di tutti. Le voci di corridoio sono diventate urla, i sussurri, grida, le indiscrezioni, dichiarazioni. Stamattina è un diluvio di lanci d'agenzia in cui in ogni schieramento ci si mostra più che possibilisti su una imposta patrimoniale. Le vedremo nel dettaglio dopo, aspettando la conferenza stampa di giovedì 11 agosto, chissà se Tremonti dirà qualcosa.

Intanto, iniziamo a riepilogare: che cos'è l'imposta patrimoniale? Una imposta patrimoniale è una tassa calcolata non sul reddito del contribuente, ma sul suo patrimonio, per esempio i depositi bancari, o le proprietà immobiliari. In Italia è stata applicata nel 1992 dal governo Amato, che fissò come tributo per tutti gli italiani il 2 per mille sugli immobili e 6 per mille sui depositi bancari e postali.

Fu una stangata leggendaria, ma servì a sanare - solo temporaneamente - le casse dello Stato. Perché oggi siamo da capo, anzi, siamo messi molto peggio. Era stato lo stesso Giuliano Amato a lanciare addirittura nel dicembre scorso l'idea di una nuova patrimoniale salva-Italia. Dopo un iniziale scetticismo - Pdl contro, centro sinistra moderatamente a favore, soprattutto il PD di area veltroniana - quasi tutti hanno cambiato idea.

Perché le cose si mettono veramente male e la patrimoniale sembra essere l'unica scelta.

Dove li si prendono i soldi per salvare l'Italia? Le pensioni non si possono toccare - un Paese di anziani - tanto meno ora. Quindi, si applica un balzello medievale a tutti. I ben informati parlano di patrimoniale al 2% sui depositi oltre i 100mila euro. Per farla breve: se avete in banca 100mila euro, ne date 2mila allo Stato. Se ne avete un milione, 20mila. Problema: chi ha 100mila euro in banca non direi si possa definire un miliardario: una cifra simile è una buonuscita per un prepensionamento. O una liquidazione: non necessariamente di un alto dirigente.

Stamattina come vi dicevo prima è un diluvio di agenzie, in cui esponenti di un po' tutte le aree si mostrano possibilisti. Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, per esempio ha spiegato che la patrimoniale "Potrebbe essere dai 100 mila-200 mila euro in su, ma bisogna vedere come vengono calcolati i parametri, se bisogna considerare la casa o meno. Insomma l’idea va costruita bene: il problema è che bisogna cominciare a parlarne". Se ne parla da parecchio infatti, e non da ieri. E uno.

Raffaele Bonanni, segretario CISL invece ha spiegato a La Stampa che ''Bisogna anticipare la riforma fiscale, aumentando l'Iva ma riducendo l'Irpef (...) bisogna colpire le rendite finanziarie, passando dal 12,5% all'aliquota del 20% (...) sono per la patrimoniale, ma senza toccare la prima casa (...) se si fanno queste cose tirano su un sacco di soldi, e le pensioni non c'e' bisogno di toccarle. E si rimette in moto l'economia''. E due.

Beppe Fioroni, PD, invece spiega ad Avvenire che l'introduzione di una patrimoniale è auspicabile. Detta i tempi - "Entro agosto" - e si scaglia contro le Regioni. Le Regioni? Le Regioni: "Non possiamo permetterci 20 Regioni. Ne bastano 12 e si potrebbe scendere a 8. Serve una riforma del fisco tagliando le tasse per famiglie e imprese. Le risorse e i sacrifici vanno chiesti a chi ha di più. Penso a una patrimoniale per 3 anni sui patrimoni mobiliari, tra i 5 e i 7 milioni. Sarebbe un segnale all'Europa e anche al Paese". E tre: ma non la faranno, non così almeno. Magari però uniscono il Piemonte e la Liguria.

Sempre stamane Guido Crosetto, PdL, ha spiegato a Lettera43 che alla manovra manca qualcosa, "La vendita del patrimonio italiano, mobile e immobile" e sulla patrimoniale che "non sarei contrario neppure all’introduzione di una patrimoniale di solidarietà, che imponga ai cittadini l'acquisto di Btp. Per principio, non la approvo come misura ma potrebbe essere la soluzione adatta". Vagamente sovietica come impostazione. E quattro.

Le poche parole sensate che ho letto stamattina sul tema, le ha dette Vladimiro Giacchè, economista della Sator - qui il suo blog sul Fatto. La vera patrimoniale in Italia è una sola: una lotta vera all'evasione fiscale. Prima di quel momento non vedo perché un risparmiatore onesto, che le tasse le ha sempre pagate fino all'ultimo centesimo, dovrebbe cacciare fuori un solo singolo euro. Con 270 miliardi di euro di evasione annuale?

"Mi sono molto stupito - nota Giacché - del fatto che in un contesto come l'attuale si sia sinora parlato cosi' poco dell'evasione fiscale. Abbiamo 120 miliardi l'anno di gettito che non entra, per un'evasione fiscale stimata a circa 270 miliardi. È impensabile che, in una situazione come questa, non si ponga mano a questo problema. L'obiezione che viene fatta è che una cosa che non si fa in tempi brevi e che servono entrate certe. Lo si dice da decenni (...) Invece come scrive da tempo Guido Tabellini, con gli strumenti oggi a disposizione, se esistono la volontà politica e una legislazione conseguente, l'evasione si può recuperare in tempi ragionevoli. Magari solo in parte, ma già riuscire a recuperarne in qualche anno il 50% risolverebbe molti dei nostri problemi. Qualunque altra manovra rischia di essere iniqua. Anche la patrimoniale: io continuo a pensare che la vera patrimoniale, in questo Paese, sarebbe la lotta all'evasione"

E cinque. E su questo ultimo punto direi che ci sarebbe da discutere.

Foto | Flickr

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