Brunetta e l'Italia a posto in tre mesi

renato brunetta intervista sallusti giornaleSe dovessi dire il ministro che apprezzo di meno dell'attuale governo in carica, sarei indeciso tra Renato Brunetta, Mariastella Gelmini, e Paolo Romani. Se dovessi dire il direttore di quotidiano che apprezzo meno, nello scenario dell'editoria italiana, direi Alessandro Sallusti de Il Giornale, lui senza rivali. Ma ciò che mi piace e non mi piace ha ben poca importanza, le mie sono solamente antipatie "di pelle", loro saranno sicuramente bravissime persone.

Logico quindi che quando stamane ho aperto Il Giornale e l'occhio mi è caduto su un'intervista di Alessandro Sallusti a Renato Brunetta, ne sia rimasto istantaneamente abbagliato. Soprattutto per i contenuti: sembra di vivere in Svizzera. Sì, c'è qualche problemino, ma niente di grave. Sistemiamo tutto in tre mesi. Le riforme? Le facciamo in tre mesi. Voi, ditemi onestamente, da quanto lo sentite questo refrain? Da decenni? Anch'io. E certo poi, riforme in tre mesi con una maggioranza che sta in piedi con Domenico Scilipoti e gli oramai fu Responsabili ora diventati Popolo e Territorio. Persino Sallusti in alcuni passi si mostra dubbioso a fronte dell'ottimismo di Brunetta, onestamente un po' forzato in un periodo drammatico come questo:

«Riforma fiscale e assistenziale. Il testo c’è.Corsia preferenziale e,in parallelo,de­creti attuativi. Se c’è la volontà politica, dal 2012 può essere in vigore».
Costi della politica?
«Fatto».
Fatto?
«Certo. Quanto crede che possa metter­ci la Commissione che deve rendere con­creti gli allineamenti delle retribuzioni dei costi italiani a quelli europei»?

E molto altro ancora...

Non lo so, a occhio anni .
«Io dico tre settimane, ma stando lar­ghi ».
Se va a finire come sulle Province da abolire...
«Il disegno di legge per accorparle c’è. Votiamolo. Non solo. Il federalismo muni­cipale è già legge. Anticipiamo l’entrata in vigore così accorpiamo anche i piccoli Co­muni. Poi non sarebbe male pensare an­che ai costi del sindacato e, perché no, a ri­sparmiare anche sui contributi ai giorna­li ».
Questo è il libro dei sogni.
«No, è il programma del Pdl e di questa maggioranza. Ed è il risultato dell’azione di governo».

Qui l'intervista de Il Giornale.

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