No Tav. Il punto. Italcoge fallita. Cantiere inesistente. Danni alla valle

Cantiere di Chiomonte

Il punto sulla Tav in Val di Susa e sul movimento Italcoge, la ditta incaricata dei lavori, fallita. Non per colpa dei No Tav, come vorrebbe una retorica bipartisan cavalcata anche da Stefano Esposito del Pd, ma per debiti insoluti con l'erario. La Comunità montana che elenca i danni che ha subito la zona dopo la militarizzazione. Chiomonte è, in questo momento, una sacca di assenza dello Stato (e dello stato di diritto), nonostante la sua presenza in assetto antisommossa.

Il fallimento dell'Italcoge

E' stata diramata a mezzo stampa la sentenza di fallimento della ditta che avrebbe dovuto eseguire gli scavi. Un fallimento che non è certo colpa dei No Tav. Il giudice Bruno Conca spiega, nella sentenza, che nemmeno una fusione con un'altra società avrebbe salvato l'azienda: un debito erariale di 4-5 milioni di euro, mancato pagamento dell'erario da tre o quattro anni, rateizzazione concordata con Equitalia e mancato adempimento della stessa fin dalle prime scadenze. Ergo: l'Italcoge è insolvente. Alberto Perino, del movimento No Tav, ha commentato così, alla luce del fatto che il movimento aveva da tempo segnalato forti dubbi sull'Italcoge:

Credo che Virano, che ha la governance del progetto, Ltf, che gestisce i lavori e il Governo dovranno rispondere di quello che e' avvenuto: noi li riteniamo responsabili di questa situazione. Se noi sapevamo e lo avevamo denunciato, come facevano loro a non conoscere la situazione finanziaria della Italcoge?

I danni riscontrati dalla Comunità montana

Proprio ieri la Comunità montana (lo scrive anche La Stampa) è entrata nelle aree inibite alla circolazione pubblica - ai giornalisti non è stato consentito di seguire la delegazione, come racconta Il Manifesto - e ha fatto un elenco dei danni che si sono riscontrati e per i quali, si rende noto, inoltrata una richiesta di risarcimento danni. Ecco un primo elenco di quel che la Comunità montana ha riscontrato:

- Danni al progetto del vino doc. valsusa (i produttori parlano di danni fino a 250mila euro), e dovranno organizzare le vendemmie con i controlli delle forze dell'ordine
- Danni al parco archeologico della Maddalena distrutto dalle ruspe Italcoge
- Danni ai privati, B&B Garbini, azienda agricola Clarea, oltre 40 produttori di vino privati
- Danni al patrimonio della CMBVSS (Com Montana Val Susa e Sangone)
- Blocco della viabilità in val Clarea dal comune di Giaglione
- Restrizioni accesso all’area per la vendemmia e la coltivazione delle viti (check point con diritto di accesso ai soli proprietari e non alle famiglie o agli amici, perquisizioni all’ingresso ecc.)
- Gravi ripercussioni sulle coltivazioni della lavanda e del castagno

Il cantiere che non c'è

Questo aggiornamento, a un mese di distanza dagli scontri che hanno reso la Valle di Susa visibile ai grandi media - incapaci di approfondire - è il più surreale. Perché, come è facile verificare andando di persona sul posto a osservare la zona dall'alto, e come dichiarano i testimoni oculari, e come mostra l'immagine scattata alla "zona rossa" da Claudio Giorno, che gentilmente le mette a disposizione di Polisblog, il cantiere non c'è.

Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è
Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è
Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è
Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è


C'è un fortino presidiato. Il cantiere no.

A commento della foto, Giorno racconta:

L'immagine è di ieri (9 agosto 2011), scattata dalla Borgata Ramats. Si nota la netta prevalenza di mezzi militari in un'area che comunque non è destinata a cantiere ma è stata occupata con ordinanza prefettizia (contro cui si è in ricorso) per motivi di ordine pubblico. Nell'area sottostante al viadotto autostradale solo i terreni di proprietà Sitaf/Anas sono stati recintati e ancora non sono stati notificati gli espropri in quelli inspensabili all'inizio dello scavo della galleria geognostica.

Per la cronaca, i due edifici che si vedono nella foto sono il Museo Archeologico della Maddalena e la Cantina Sociale. Non edifici costruiti per il cantiere, ma preesistenti e presidiati dalle forze dell'ordine.

Il cedro abbattuto

Se gli scavi non partono, si abbatte - chissà perché, poi? - il cedro su cui si era consumata la protesta di Turi "Vaccaro", il pacifista salito sull'albero per due giorni e due notti e sceso all'arrivo di Don Ciotti. Un simbolo? Un pretesto? Un segnale? Non si vede davvero quale sia il motivo di questa assurda decisione. Forse impedire emulazioni da parte di altri manifestanti pacifisti?

No Tav

La protesta No Tav intanto prosegue, fantasiosa come sempre.
Al mercato di Susa, i No Tav hanno allestito un banchetto con su scritto Prodotti tipici della Val di Susa: esposti gli involucri dei lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni di protesta.
Questa sera alle 20 i No Tav si ritroveranno per sventolare le loro bandiere alla stazione di Condove.
E non riconoscono i fogli di via notificati a presunti estremisti non residenti in Valle.

Tagliare le Grandi opere

Una provocazione, a questo punto, è d'obbligo.
Perché, visti gli enormi costi sociali di progetti di dubbia utilità (Tav in Val di Susa, Ponte sullo Stretto), non si opera un taglio drastico a questo spreco? Lo sviluppo si può garantire con altri interventi sulle infrastrutture.

Fratelli di Tav

Per approfondire attentamente la questione-Tav, il suo impatto ambientale, i suoi costi sociali, non si può fare altro che consigliare il documentario d'inchiesta
Fratelli di Tav.

Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è
Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è
Tav in Val di Susa e No Tav - Il cantiere che non c\'è

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