Napolitano rientra dalle ferie, misure anticrisi anticipate al 16 agosto

napolitano berlusconi rientra vacanzeIl Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di interrompere le vacanze: tornerà oggi a Roma. Alle 17.30 è previsto un incontro tra Napolitano e Silvio Berlusconi, anche alla luce di quanto dirà oggi Giulio Tremonti, che riferirà alle 11 a Camera e Senato sull’introduzione del principio di pareggio del bilancio nella Costituzione (seguiremo la conferenza stampa in liveblog).

Le misure anticrisi che in partenza sarebbero state varate il 18 agosto, sono state quindi anticipate al 16, il giorno dopo Ferragosto. Data per la quale, il 15 agosto, non si è ancora spenta la voce di un consiglio dei ministri straordinario, come scrivevamo l'altro giorno. Aspettiamo di sentire che cosa dirà Tremonti oggi alle 11, intanto vi consiglio la lettura di questo editoriale di Massimo Giannini

Con il presidente del Consiglio che dichiara che bisogna anticipare il pareggio di bilancio al 2013, ma non sa dire perché siamo arrivati a questo punto, come contiamo di uscire dalla tormenta e chi pagherà il conto finale. Con un ministro del Tesoro che annuncia che "la manovra va ristrutturata", ma non sa spiegare alle parti sociali dove era sbagliata quella vecchia e come cambierà quella nuova. Un raro esempio di inettitudine, riscrivere una manovra finanziaria due settimane dopo averla varata, e averci spiegato che erano ridicole le critiche di chi lamentava il folle rinvio del risanamento del deficit al biennio elettorale 2013-2014, ed erano assurdi i dubbi di chi temeva una risposta negativa dei mercati e una risposta perplessa della Ue e della Bce.

Lo trovate su Repubblica: titolo che lascia spazio a pochi equivoci, Il risveglio sul Titanic. Preferite Pierluigi Battista sul Corriere della Sera?

Il vuoto temporale, dunque. Ma anche il vuoto delle idee. Mentre il sottosegretario Letta si dice corrucciato perché negli ultimi cinque giorni gli eventi sono precipitati, mentre il ministro Tremonti considera obsoleta (da «ristrutturare») la manovra già durissima annunciata a luglio, all'inizio dell'uragano, non emerge nessuna idea credibile su come e dove e quanto «ristrutturare». Rimbalzano i «no». Il no di Bossi a interventi sul sistema pensionistico. Il no del premier alla patrimoniale. Il no globale del Partito democratico che definisce «massacro sociale» misure che qualunque governo, anche non presieduto da Berlusconi, sarebbe costretto a prendere. Il no a prescindere della Camusso (sciopero generale?). E le incertezze su liberalizzazioni e costi della politica.

Qui il titolo è meno catastrofico, ma comunque lascia spazio a poche interpretazioni: Non possiamo aspettare otto giorni.

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