La soluzione della Cgil alla crisi: sciopero generale


L'incontro tra Governo e parti sociali ha partorito il solito, proverbiale topolino. E d'altronde se avete assistito alle immagini dell'evento trasmesse da tutti i tg vi sarete fatti un'idea da soli di come un tavolo lungo venti metri per due a cui sedeva una pletora di ministri e rappresentanti di istituzioni e associazioni varie non possa produrre null'altro che fumo.

E infatti così è andata. Ognuno ha sostenuto la sua parte in commedia, Governo, Confindustria e compagnia bella. Per astrazione e sprezzo della realtà si è però segnalata senza alcun dubbio Susanna Camusso, la futile comandante della Cgil, la più antistorica tra le organizzazione sindacali italiane, che già ben si distinguono in questa originale classifica.


"La Cgil non esclude di arrivare allo sciopero generale se saranno confermate le ipotesi in circolazione sulla manovra"

Eh sì, ottima soluzione. Un bello sciopero, populista e di facile impatto, non si nega a nessuno. Nel momento in cui il paese affonda, e non certamente per colpa della Camusso, intendiamoci, buttiamo altra acqua in barca, così ci leviamo il dente in anticipo.

Non che le altri parti abbiano brillato, eh. Confindustria ha rispolverato la solita campana rotta delle riforme da fare subito oppure, ehhh sì, come no... l'esecutivo berlusconiano pare completamente allo sbando, con il capo che tenta di apparire rassicurante, mentre il delfino Gianni Letta parla senza pensare: "Sta crollando tutto".

Mah...

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